mercoledì 10 settembre 2025

Ciao ragazzi, oggi sono a segnalarvi il romanzo di Elisa Caccavale, "I FIGLI DEGLI ALTRI", edito da PAV Edizioni. Se andate al link troverete recensioni molto lusinghiere! Brava Elisa. Una vita perfetta, quella di Giada: è un’affermata neuropsichiatra infantile, ha una famiglia solida alle spalle e l’amore con Leonardo a coronare il tutto. Ma la vita presenta il conto e a infrangere quella perfezione arriva, inaspettata e dolorosa, la mancata maternità. Tra le speranze e le illusioni della fecondazione assistita, Giada viene trascinata in un vortice di dolorosa impotenza. Giada, per ritrovare la forza decide di rintanarsi in un luogo che la aiuti a ritrovare se stessa. Tra ricordi e scoperte, nella casa di campagna in cui ha passato le sue estati di bambina, la vita di Giada si intreccerà con quella di Matteo, un bambino di nove anni: cosa nasconde la madre del bambino? Quale segreto cela quella famiglia così anticonvenzionale? Ma soprattutto: Matteo è in pericolo? https://pavedizioni.it/prodotto/i-figli-degli-altri 15,00€ TITOLO: I figli degli altri AUTORE: Elisa Caccavale FORMATO: 15X21 PAGINE: 250 COLLANA: Romanzo COVER: Claus Tamburini

IL NODO DI ISIDE - Racconto di memoria e rinascita

Vi presento il mio ultimo lavoro, un racconto pubblicato nella collana "AMORI KARMICI". 42 pagine, 5,oo euro. Da appassionata ed esperta di reincarnazione, "Il nodo di Iside" è il terzo titolo che pubblico sull'argomento, che mi ha fruttato molte soddisfazioni e mi ha trasportata nell' "oltre", di incontri fatti, in questa attuale esistenza. Scrivetemi se avete testimonianze o volete semplicemente scambiare le vostre sensazioni. Sarò felice di accoglierle! artemisia18@gmail.com E se avete piacere, condividete o commentate questo post. Loredana https://www.amazon.it/nodo-Iside-Racconto-memoria-rinascita/dp/B0FP4XX29B
Un amore che attraversa il tempo. Una donna che sceglie di guarire. Un uomo che impara a restare. Irene e Teo si ritrovano dopo ventisei anni di silenzio, portando con sé il peso di ciò che non è stato detto, fatto, scelto. In un viaggio che li conduce da Genova all’isola sacra di Philae, scoprono che la guarigione non è una meta, ma un atto d’amore. Il nodo di Iside, antico simbolo di memoria e rinascita, accompagna il loro cammino tra sogni, visioni e verità. Questo romanzo è un rito, una confessione, una danza tra il mito e la carne. Per chi ha amato senza essere visto. Per chi ha scelto di tornare a sé. Mi trovate anche alla pagina https://www.facebook.com/profile.php?id=61580253570951

domenica 10 settembre 2023

Il mio ultimo romanzo-saggio, frutto di una importante esperienza conosciuta nel 1997 a Scansano. Durante un ritiro spirituale la protagonista, Laura Capurro, trentunenne di buona famiglia, si ritrova coinvolta dalle vicende di un gruppo di amici, tra cui brillano per audacia e creatività i membri delle cosidette "Pleiadi". Margherita Beltempo, la "sciamana torinese", al contempo le farà toccare con mano la realtà delle Guide spirituali canalizzate, le cui parole cambieranno per sempre la sua vita. Gli amici menzionati nel romanzo sono reali e viventi, come autentiche sono le trascrizioni delle canalizzazioni. Loredana Zino L’attenzione di Mali venne attratta da Milo, che inchiodava uno steccato. Osservò come se li vedesse per la prima volta i capelli biondi brillare al sole, le braccia muscolose gonfie di vene per la fatica, il viso sudato, senza espressione, il qual fatto le ricordò di avere letto la stessa nota mentre facevano l’amore nella stanza color malva e ora, in ogni dettaglio di quell’espressione, di quel viso, la donna poteva leggere la quintessenza dell’erotismo, come mi confidò più tardi. Sentendosi osservato alzò la testa, e riparando gli occhi con la mano inviò alla messicana un accenno di sorriso. Malintzi, dea della luna, mormorò tra sé in lingua madre, fissandola giusto un attimo. Lei non seppe mai cosa lui avesse detto. Ci raggiunse la voce di Altea. Riassettando la sua camera con le finestre aperte cantava “Baila, baila morena, sotto questa luna piena”. Milo. Milo... pensò, frastornata, colei il cui nome nella cultura azteca era un omaggio alla dea lunare. Alle pendici dell’Himalaya. “Nella visione esoterica il diavolo non è contro Dio, come il pensiero comune sostiene”, scrisse Margherita, sdraiata nella sua tenda del camping, “bensì è al servizio di Dio. Queste affermazioni dei mistici indiani mi ricordano la spiritualità dei Nativi Americani. Per diventare sciamano devi prima essere sceso all’inferno. Solo in quel modo potrai aiutare te stesso e gli altri. Sai Baba dice: “Non è l’Ombra a essere aumentata sulla Terra, è aumentata la Luce. Più Luce proietta ombre più grandi, perciò ora molti di noi sono in grado di vederle”. Ripose il quaderno con la copertina verde smeraldo, una sorta di diario di viaggio su cui annotava impressioni, dialoghi coi compagni Ramon e Mirko, e altri che si erano uniti in una sorta di pellegrinaggio. Era come se lì in India, alle pendici dell’Himalaya, si stesse ricreando una situazione fraterna simile a quella trovata a Scansano. "Ma qui", pensò Margherita, "la sfumatura ha un sapore rarefatto, più sottile. Forse dovevo essere più determinata e non accettare estranei e parenti al ritiro. Pazienza, si accoglierà. Questo posto ha qualcosa, mi insegna l’accoglienza, e le mie antenne confermano che Gesù deve aver vissuto da queste parti. Che importa sapere quando, come. Se sia davvero morto sulla croce oppure no. Se lo yogi Cristo di cui parlò Yogananda fosse realmente Gesù. La realtà multidimensionale ha tante di quelle sfaccettature, tanti di quei mondi, comprende tali di quei fenomeni che la nostra mente terrena non può concepire, se non in minima parte. La Creazione è un’opera illimitata, sarebbe inutile tentare di racchiuderla in concetti mentali, in definizioni linguistiche che ci rassicurino. Ogni giorno esseri di Luce come i grandi Maestri ascesi creano nuovi mondi. Nuovi mondi. Possiamo solo lontanamente immaginarlo? Da secoli ci sentiamo ripetere che l’Universo è infinito, ma in realtà sembriamo dimenticarci della potenza di questa affermazione, contro cui tutti i maggiori scienziati nulla possono confutare. Solo i grandi mistici ne hanno parlato con vera competenza scientifica. Nonostante questo noi terrestri, immersi come siamo nella gravità, stentiamo a domandarci, a domandare. Ci tatuiamo il simbolo dell’infinito, e siamo contenti così". Sorrise divertita, osservando il piccolo tatuaggio sul polso fattosi fare dall’amico peruviano. Udì un allegro parlottare provenire dalla tenda di Ramon e Mirko. Margherita sapeva che Ramon possedeva un sufficiente senso dell’onore per cui mai avrebbe rivelato il suo coinvolgimento sentimentale con Melissa. Peraltro, anche Mirko si stava rivelando sensibile abbastanza da comprendere e andare oltre. Gli altri compagni e compagne riposavano tranquilli nelle loro tende. "Ti ringrazio, Signore, per questo momento, per questa pace. Per il profumo dei gelsomini e del legno di sandalo, per lo stormire degli uccelli notturni. Porta con Te il mio amore, la mia fede. Benedici noi, gli amici vicini e lontani, e donaci una nuova alba di Risveglio, per tutti Signore. Grazie Padre amatissimo. Amen, amen". Il secondo incontro di Malintzi e Nabil: Accoglierti e accogliere. «Questa seduta è nuova! L’abbiamo registrata due giorni prima della partenza di Margherita e i ragazzi» disse Malintzi al gruppo, emozionata. «Ma prima ho due annunci. Esteban... perdonami se te lo dico davanti a loro... ma qui siamo una famiglia oramai. È successo che noi... tu e io, Esteban, avremo un figlio. A febbraio.» L’uomo non si mosse. In quell’istante aveva notato lo sguardo di Milo, e capito ogni cosa. Ci fu una lunga pausa, in cui credo dovette decidere se andarsene o restare. «Sono contento che lo vuoi tenere. Ci sarò sempre per te, anzi per voi.» La sua ex asciugò il volto indio rigato di lacrime. Noi ci stringemmo attorno. Sì, anch’io. «Il secondo annuncio riguarda voi due. Giusto?» proseguì Esteban. Milo cinse le spalle della donna, nessuno parlò. Il momento era sospeso, e io compresi che la mia intuizione si stava rivelando giusta. Esteban sciolse infine la posizione riservata, si alzò dalla sedia e, avvicinandosi alla coppia, disegnò col braccio tatuato un gesto ampio e immaginario, al di sopra delle loro teste. «Le vostre aure brillano, sarete felici.» Malintzi scoppiò in singhiozzi e si lanciò ad abbracciarlo. Beatrice servì il tè, aiutata silenziosamente da noi. La neo-coppia sedette vicina, senza più pensare a niente. La voce argentina di Margherita, unita a un intenso profumo di violette, risuonò nel soggiorno dai muri dipinti di rosa. Nabil: «Nel significarmi a te in un atto di amore, io su te sono e mi riconosco. Abbi, o mia amata, da lasciarti meno intrappolare da certi tuoi pensieri, dove a volte proietti delle irritabilità verso situazioni che succedono all’esterno, quando queste molto spesso sono date da uno stato tuo di frustrazione, o di mancanza nel sentirti gratificata. Vi è dunque un trasformare tutto in un significato di accoglienza. Accoglierti e accogliere la vita, potremmo dire, è il tema più significativo in questa fase. Così, o mia amata, mi presento a te. Dimmi». Malintzi: «Questi momenti di irritabilità a cui ti riferisci sono quelli verso la mia famiglia?». Nabil: «Anche. Mi riferisco a quello stato d’essere che hai individuato, sì. Non è detto però che avvenga solo nei confronti della tua famiglia. Se osservi, accade anche in circostanze dove non vi è una conferma e allora vi è tendenza a irritarti». Malintzi: «Forse ti riferisci all’interno dei gruppi, quando qualche persona magari...». Nabil: «È un altro esempio, certo sì. È lì che proietti te stessa». Malintzi: «E prima, dicevi delle mie frustrazioni?». Nabil: «Delle tue insoddisfazioni, sì. È proprio una parte di ciò che ti fa proiettare su altri quanto invece, o mia amata, è necessario tu elabori dentro te. Quando ti accade una reazione del genere, anziché vedere nell’altra persona quanto è poco soddisfacente, entra dentro di te e prova a osservare perché è proprio quella situazione o quella persona a creare questo stato insoddisfacente». Malintzi: «Io ci ho pensato tante volte, ma sono lontana dal capire». Nabil: «Devi cercare di vedere che quanto ti irrita nell’altra persona è anche dentro te, parimenti. E quello che non accetti nell’altro vuol dire che non lo accetti di te; è questo il tipo di proiezione che vai facendo». Malintzi: «Cioè è probabile che quella parte di me la stia vivendo male». Nabil: «Sì. È importante che tu passi di lì, è importante che riconosci nel tuo ruolo la possibilità di uno scambio paritario». Malintzi: «Quindi potrei presentarmi alle persone e proporre uno scambio paritario?». Nabil: «In realtà lo scambio alla pari di cui parlavo io era di non dimenticarti che, se anche tu hai un ruolo chiaro nell’offrire una tua arte, nell’offrirla impari. Questo ti facilita nel superamento dei tuoi timori. Riconoscere che chiunque sia di fronte a te è uno specchio, è una parte di te che si riflette. E tu potrai dare degli stimoli, degli strumenti, ma offrendoli li stai praticando anche tu». Malintzi: «Bene. Ti volevo chiedere... se mi puoi descrivere il posto dove vivi tu». Nabil: «O amata, non vi sono parole adeguate per descrivere il fluire di luce e di amore. È qualcosa che puoi riscontrare negli attimi di massima espansione di te stessa, per avere un minimo di idea di ciò che intendo. Pur anche non vedermi come se io vivessi da qualche altra parte. Sono energia e fluisco in seno all’Universo al di là del tempo e dello spazio, e qui ho motivo di non vivere ma di fluire, semplicemente. Vi è l’impulso dell’amore e della coscienza divina che mi rendono nella capacità di agire e, in questa fase, di condurmi quale tramite alla tua evoluzione». Malintzi: «Tu, Nabil, sei una Guida per tua scelta?». Nabil: «Se vuoi definirla scelta… vi è un percorso di ogni essere nella manifestazione materiale e non che presenta caratteristiche diverse, e una di queste è legata al ruolo di Guida spirituale. Dunque, se vuoi chiamarla una scelta in realtà è uno stato attrattivo, sempre congiunto all’armonia del fluire universale». Malintzi: «E come Guida, per affinità hai una persona affidata a te che sono io». Nabil: «Certo, sì. Ancora una volta si condivide il senso della armonia». Malintzi: «A volte quando parlo con te cerco di immaginarti». Nabil: «Qualunque immagine mi dai è ovvia, la proiezione di te nella consuetudine umana. E fallo pure, se vuoi. Però è molto più facile che tu riesca a riconoscermi attraverso il sentire, che non attraverso la identità che cerchi di individuare. Attraverso la vibrazione, attraverso l’amore, diviene più facile riconoscermi». Malintzi: «Negli ultimi tempi mi sembra che siamo molto più in contatto». Nabil: «Sì. Però, appunto, per favorire questa possibilità non darmi tanto una immagine di proiezione umana, quanto del sentire. Ascolta. Ti è più facile, così darai il giusto senso al mio ruolo di conforto e di chiarezza verso te». Malintzi: «Quei segni li attribuisco a te quando chiedo le cose...». Nabil: «Sì, te li confermo senza dubbio». Malintzi: «Madre de Dios... Grazie, grazie. Ad esempio, mi sembra di avere elaborato il trauma della nascita». Nabil: «Diciamo che hai accettato la nascita. Tu lo definisci come trauma, io no, in quanto venne a essere la manifestazione da te scelta per incontrare la luce terrena. Hai accettato di essere nata, e questo è molto importante». Malintzi: «Il tipo di nascita, così difficoltoso, mi ha condizionata?». Nabil: «Io non vorrei che tale evento ti portasse a volerti in qualche modo frenare. Vi è stato sì, questo. Ma non perdere di vista che hai scelto di nascere in questo modo proprio per crearti gli strumenti adatti alla tua trasformazione». Malintzi: «Dovrei farne uno strumento di...». Nabil: «Lo è già. Intendo, qualunque esperienza si compia dalla nascita, o ancora prima dal grembo materno, ha da essere strumento adatto al percorso che si ha da effettuare. Poi, a livello della psiche, c’è un coinvolgimento, però se ti fermi lì rischi di adagiarti su un avvenimento che vi fu, ma che io ritengo, nei suoi vari passaggi, ormai superato». Malintzi: «Mi puoi dire cosa sta succedendo con la mia famiglia, se ci sono delle trasformazioni con mio padre, con mia madre?». Nabil: «Vi è il bisogno di distinguerti di più rispetto al mondo, e quindi per certo ti succede anche in seno alla famiglia. È un poco come se tu avessi bisogno di dimostrare di essere matura e adulta, e allora possono esservi delle loro reazioni che si ripetono, perché in loro nulla è cambiato, e tu hai difficoltà a consentirle. Io ritengo sia importante che ti relazioni coi tuoi genitori quanto è importante, o mia amata, che tu scelga i momenti. Vi sono ancora condizioni che vivi, dove il dovere nei confronti della famiglia ti spinge a incontrarli, e a creare poi dinamiche che non sono così fluenti». Malintzi: «Allora la sensazione di dover diradare gli incontri...». Nabil: «Sì. Assolutamente sì». Malintzi: «Poi mi sento in colpa, specialmente verso mia madre». Nabil: «Ovvio, sì. Da un lato è frutto di quanto ti mette in conflitto coi tuoi sentimenti. Dall’altro è quanto la madre stessa riesce a far sentire su di te. Lo proietta su te». Malintzi: «In effetti mia madre ha bisogno di aiuto». Nabil: «Sì. Però potrebbe anche andarlo a cercare altrove, non vedo perché doverti caricare di una responsabilità che lei deve comunque gestire meglio». Malintzi: «Sarà, ma la vedo così passiva. Dubito che cercherà aiuto». Nabil: «Ma quanto stavo cercando di darti a comprendere è che il suo atteggiamento è una scelta. Fai bene a darle aiuto, ma rimanendo coerente e rispettosa verso te, perché comunque non potrai mai sostituirti a lei». Malintzi: «Dovrei limitarmi a...». Nabil: «Sì. Certo, sì. A darle consigli, se mai accompagnarla se è necessario, però ella, cerca di comprendere, ha la responsabilità di voler scegliere la cura. È lì che devi trovare il confine, non puoi sostituirti a lei, puoi sostenerla certo, ma le scelte saranno dipendenti da lei e basta». Malintzi: «E con mio padre, con cui ho avuto uno scontro tempo fa, adesso com’è la situazione?». Nabil: «Lo scontro avvenne perché volevi fare un attimo presente le situazioni per quelle che realmente erano. Insomma, non facciamola più grossa di quella che è. Tuo padre è importante che conservi le sue piccole sicurezze, nel suo mondo, e poi tutto quanto va bene. Non invaderlo, offrigli dei sorrisi, e lascia che quello che può dire sia frutto d’un bisogno suo di conferma». Malintzi: «Vengo al quesito principale. Il bambino mio e di Esteban… va tutto bene?». Nabil: «Problematiche particolari non mi parrebbe ve ne siano. Vi è un percorso a parer mio che potrà avere una fase critica ma si recupererà, permettendo alla gravidanza di poter procedere». Malintzi: «A cosa ti riferisci?». Nabil: «Durante la gravidanza possono esservi carenze che creano difficoltà per esempio al drenaggio, alla zona renale, le quali possono essere vitamine e minerali un poco scompensati». Malintzi: «Se cominciassi subito ad assumerli?». Nabil: «Andrebbe bene, sì. Sempre con l’ausilio del medico. Ritengo andrebbe bene, sì». Malintzi: «Il bambino è sano?». Nabil: «È ancora troppo presto perché ci possiamo inoltrare in tale argomentazione, pur essendo direttamente coinvolti perché, o mia amata, non sono la Guida spirituale di questa creatura. Non mi parrebbe vi siano problematiche, comunque». Malintzi: «Grazie. E poi vorrei sapere del rapporto con Milo». Nabil: «Avete una complicità che può procedere senza dubbio nel tempo. L’importante è che tu cerchi comunque nel tuo cammino come individuo il senso della completezza». Malintzi: «D’accordo, grazie. E poi Melissa. Come posso sostenere Melissa in questo suo momento difficile?». Nabil: «Trasferendole fiducia e incremento verso le necessità che diano forma alle sue nuove prospettive. Di non perderci d’animo». Malintzi: «E ti volevo chiedere di due sogni: un sogno riguarda San Francesco, però era una donna, e io volevo delle conferme che lui/lei mi amasse. Poi alla fine sono andata via con Milo». Nabil: «Senza dubbio il tema di questo sogno è l’amore. Che tu hai visto sotto più aspetti, sotto varie sfaccettature, dall’amore spirituale di San Francesco all’amore della coppia a quello dell’identità femminile, della donna, e così via». Malintzi: «Mi ha lasciato con un senso di confusione». Nabil: «La confusione c’è. Come se tu avessi visto più aspetti della stessa figura non sapendo bene quale scegliere, in realtà è una sola. Ma la chiarezza del sogno, nella confusione, è legata ad accettare quante sfaccettature l’amore può dimostrarti, e sempre amore è». Malintzi: «La sensazione che ho, di essere pronta all’amore, è giusta?». Nabil: «Ovvio, sì. È dentro te. Dobbiamo ancora sfoltire quanto lo soffoca e lo limita, ma di certo è rappresentativo quanto la natura del divino e dell’Universo ti trasmette attraverso il sogno». Malintzi: «Grazie. Mi puoi dire della salute del mio gatto Felice?». Nabil: «Vi è una ipersensibilità che può riguardare il sistema suo nervoso, dei nervi intendo dire. E potrebbe esservi un indebolimento che riguarda la vista. I Fiori di Bach vanno benissimo nel suo caso». Malintzi: «Oltre ai Fiori di Bach posso fare qualcos’altro?». Nabil: «Sì. Li abbinerei. Lasciati guidare dalla tua ispirazione, ti prego. Abbi motivo di dare più significato alle tue esperienze e a quanto esse potranno, o mia amata, indicarti». Malintzi: «Si sente solo, trascurato?». Nabil: «Direi che è più un passaggio di invecchiamento a provocare tutto ciò, e un pochino le energie della casa che percepisce potrebbero contribuire». Malintzi: «Le energie della casa?». Nabil: «Le tue. Possono esservi paura o tensione. Vi è una partecipazione costante che riguarda chi è accanto all’essere umano, e gli animali sono una sorta di assorbente». Malintzi: «Cercherò di correggere le energie. Per lui, e per mio figlio. Volevo anche chiederti del mio romanzo, se potrò pubblicarlo». Nabil: «Vale la pena che si perfezioni un poco oltre, rispetto all’attuale, perché avvenga». Malintzi: «Sono rimasta parecchio delusa dall’editore. Lui non è retrocesso dal suo impegno, però lo ha spostato ancora nel tempo, e allora...». Nabil: «Ma questo non ha nulla a che vedere con la tua creatività nello scrivere. L’atto creativo dello scrivere non è per pubblicare, ma per creare un anello congiuntivo fra l’anima e il cosmo. Per quanto è di quel testo, accadrà; lascia anche qui che gli eventi fluiscano, non credo che questo editore voglia tradirti. Si tratta di dover un poco assecondare i tempi e le condizioni che si presentano in questo ambiente. In ogni caso non devi vivere questa situazione come deludente e limitativa ai tuoi passi futuri. È una esperienza che ti sei permessa di condurre e ti ha dato i suoi frutti, dunque ti direi che per te quello che doveva essere raggiunto già è stato fatto. Il volerlo pubblicare, credimi, è del tutto secondario. Benissimo, assecondo questo tuo bisogno e ti dico procedi perché possa accadere, ma ti dico che per la tua crescita è del tutto secondaria questa meta». Malintzi: «L’ultima cosa: sapere di mio zio che è morto, se sta bene». Nabil: «Ha ancora un poco il bisogno di rimanere nel suo sentire, nel suo trasformarsi come spirito, ma vi è serenità, e vi è consapevolezza dei passi che ha da compiere. Puoi trasmettergli messaggi di amore e di appianamento del suo tragitto. Direi che non vi sono sospesi e ciò non renderà fatica in merito a ciò che deve compiere». Malintzi: «Va bene, grazie di tutto Nabil». Nabil: «Così nel rimanerti accanto, così nel motivare il tuo tragitto e stimolarti alla fiducia su te, ti resto accanto e ti amo. Sii serena, ti prego. Abbi buona pace». Diario di Margherita. Il cammino autentico, quello dei ricercatori seri della verità, è disseminato di trappole. Una di queste, la più comune, è l’imparare pedissequamente i libri sulle regolette dell’Universo, senza rendersi conto che la maggior parte delle volte si tratta di un apprendimento intellettuale, che nulla ha a che vedere con la comprensione profonda. Ci si convince di avere imparato molte 164 cose, dispensiamo le nostre massime imparate a memoria per avere un godimento egoico, ma vivere le proprie parole è ben diverso dal pronunciarle. L’insidia che ci mette davvero alla prova è il discernimento. Quando agire e quando lasciar fluire? Ci si convince di un vago fatalismo: se deve essere, sarà. E ci si scorda che la scelta è quel Libero Arbitrio senza segnaletica il quale può dare una svolta alla propria vita interiore e, di conseguenza, a quella esteriore. Le energie mi richiamano in Toscana. Ho un lavoro da concludere con le persone che mi hanno seguita nei primi passi verso una propria iniziazione. Probabilmente dovevo staccare un attimo dalle energie del gruppo (troppo allargato), a cui non sono abituata per lunghi periodi, e senza dubbio la felice parentesi in Ladakh mi ha offerto la rigenerazione di cui avevo bisogno. Ti ringrazio, Padre mio e Padre nostro. I membri di Pleiadi e TuttaSalute prepararono dolci e musica per festeggiare il ritorno degli amici. Dopo i festeggiamenti Mirko ripartì. Oramai fra lui e Melissa era tutto finito e non aveva più nulla da fare lì. Iris e Ramon, rimasti soli, si presero per mano e camminarono tutta notte, giungendo fino al mare. Io, impaziente come non ero mai stata, pregai Margherita di farmi finalmente conoscere la mia Guida. Io, Laura. Decisi di cominciare a scrivere il mio articolo. “Nella tradizione popolare li chiamiamo angeli custodi. Il mio è un’entità maschile di nome Sami, anche se lui preferisce autodefinirsi Guida spirituale. Tutti amano pensare di averne una, pochi la cercano veramente. In molti sono certi di averla incontrata, io appartengo a questa schiera. Sono venuta a conoscenza dell’esistenza di Sami tramite Margherita Beltempo, una channeller, o canalizzatrice, di Torino. Grazie all’apertura del suo canale spirituale la sciamana Margherita può diventare disponibile a canalizzare i messaggi provenienti da queste entità di Luce. Il linguaggio che adoperano non è molto comune ma di indubbio fascino; non è comune perché appartengono a un’altra dimensione e debbono compiere uno sforzo vibrazionale per adattare la sensazione ai suoni che definiamo lingua. Inoltre, essendo spiriti evoluti, si esprimono attraverso concetti profondi che a volte richiedono tempo, e successive riletture, per essere compresi appieno. Del resto, questa è la missione delle entità che scelgono il ruolo di Guida: assisterci, mandarci dei segnali, simbolici o espliciti, ma poi lo sforzo decisivo è nostro. Non ci sarebbe amore da parte loro se non ci permettessero di esercitare il Libero Arbitrio, di vivere la vita attraverso la nostra pancia e il nostro cuore. Noi umani con difficoltà riusciamo a concepire un tale tipo di amore, così profondo e rispettoso da sembrare indifferenza. Per me che amo scrivere è un’esperienza difficile da descrivere a parole. Sami, col suo amore, mi ha aiutata a capirmi, offrendomi spunti di riflessione, stimolandomi, provocandomi, affidandomi veri e propri compiti, utili a me. La seduta con la Guida si potrebbe anche definire un’avventura, ricca e affascinante, che commuove, per il senso dell’amore da cui ci si sente avvolti. Quel senso di amore derivante dalla certezza che, qualunque cosa accada, non saremo mai soli”. Riposi la macchina da scrivere portatile e accesi il mangiacassette, sola nella mia stanza. E riassaporai per la settima volta il sapore del nostro primo incontro. https://pavedizioni.it/prodotto/una-sciamana-mi-disse

venerdì 8 settembre 2023

 https://www.lettereinliberta.it/2023/09/08/santa-muerte/

L' amica Selena dedica una colorata segnalazione al mio penultimo romanzo, Santa Muerte,

dedicato ai miei genitori e all'amico Dr. Evaldo Cavallaro.

Una figata pazzesca, grazie.

sabato 8 luglio 2023

 https://www.politicamentecorretto.com/2023/07/07/genova-santa-muerte-pubblicato-in-ebook-e-cartaceo-il-romanzo-storico-di-loredana-zino-che-penetra-nel-vissuto-di-massimiliano-i-del-messico-e-carlotta-del-belgio-tra-biografia-e/#:~:text=Advertisement-,Genova.%20%E2%80%9CSanta%20Muerte%E2%80%9D%2C%20pubblicato%20in%20ebook%20e%20cartaceo%2C%20il%20romanzo%20storico,Bianca%20Fasano,-giornale


lunedì 26 giugno 2023

 Al quarto posto tra i libri consigliati sull'argomento reincarnazione!

Allora è vero quanto dicono, che non bisogna mollare.
Allora è vero che vale la pena scrivere, continuare a farlo nonostante le promesse disattese, le delusioni. Serve a qualcosa, "abbassarsi" a chiedere una recensione, agli amici, ai colleghi, ai blogger, col rischio di vederli allontanarsi. E' giusto sopportare le critiche degli invidiosi, dei mediocri, di chi ignora che una critica autentica, libera da proprie motivazioni ristrette, è un'arte apprezzabile tanto quanto una lode.
Che gioia, che gioia, Pina mia.
“Valvins, le 18 Aout 1898
Dolcissima Paon,
sento la necessità di colmare del pensiero di te
questo foglio innevato, seppur la mia piuma, quest’oggi, tremoli
alquanto. Una tosse sempre più insidiosa mi soffoca, ma io sono
quieto. La mente ha ormai imparato a staccarsi dalla gola e dal
capo, e a raggiungere, scivolando mollemente, la mano che modella parole di pece. Così, fissa sulla carta, la mente guarda gli animi e gli ansiti attraverso un occhio sconosciuto ma tanto più acuto di queste due vecchie lampade che molto tu baciasti, e che stanno divenendo sempre più fioche. La vita fu generosa con me ed io l’ho
ringraziata, rispettata, ma, me ne compiaccio, mai adulata. Potrei
dire che ora mi vuole lasciare indispettita, perché sovente ho
respinto le sue grazie, anche se ho pagato un prezzo. Avrei potuto
essere un re incensato dai rotocalchi, rendere il nome mio alla
fama, cingermi la fronte con la corona d’alloro....se non fossi stato
avverso alle effimere lusinghe del mondo intellettuale, e ai
riconoscimenti colmi di accademica cultura mondana. Avrei potuto
essere un buon studente, ma le regole del collegio aprivano al mio
spirito strade di fuga verso spazi aperti, in cui cercai conforto per
non morire. Sarei stato un insegnante appassionato, se
l’insegnamento non mi avesse annoiato tanto, stretto tra i rigidi
schemi dell’ordinamento liceale, e se fossi riuscito ad avere più
polso coi miei allievi. Ho peccato di superbia quando mi
indispettivo per i cumuli di futili moduli, schede, registri che
limitavano il vero apprendimento, per non dire di quegli sciocchi,
inutili programmi da seguire. Il liceo mi stava uccidendo, riuscii a
sopravvivergli grazie ai miei martedì letterari, e alla freschezza dei
nuovi poeti che onoravano la mia casa con le loro visite, con le loro
ansie di libertà, coi loro versi da farmi leggere, come io feci, a suo
tempo, col grande Baudelaire. Avrei potuto fare di mia moglie,
Marie Geherard, la maitresse che da sempre mi affascina. Ho
preferito cercare, lungo le strade di Francia, l’unica, la vera e
l’insostituibile. Io, così docile e sfuggente, non mi sono piegato alla
vita, a costo di cadere nella più lucida e inutile follia, ma nemmeno
tu, mia pavoneggiante Méry, mi facesti chinare il capo, perché non
lo hai voluto, né io te lo chiesi, e qui, perdonami, di fronte alla
soavità del nostro sentimento non posso trattenere le lacrime.
Io ti amo per la tua integra femminilità, ti amo per essere una
ubriacante mistura di passiva indulgenza e rilucente dignità.
L’Arte, lei sola mi ha messo alle corde, e lo dico con vanto.
Della Poesia preferisco mille volte essere un piccolo servitore,
nascosto in questo angolo di Parigi ma proiettato, grazie ad essa,
nel vasto, immenso cosmo, del quale conosco ogni stella, ogni luce.
Ti osservo passeggiare, Paon, attraverso i vetri del ricordo, fresca e
sinuosa, con il bianco parasole che ripara i tuoi riccioli
scarmigliati, e cela i tuoi pensieri a tutti, ma non a me......Ti osservo
mentre adagi il tuo rotondo fondoschiena sull’altalena, mentre
sorridi illuminata da un sole bianco, mentre, con sapienza
shakespeariana di cui sei maestra, lasci che il tuo ultimo, giovane
amante ti sfiori le dita coperte dal pizzo, con le labbra. Sei un
pavone sontuoso, Méry Laurent. La vita arde in te come il più
impetuoso dei bracieri. So che non sarà più per me, chérie. Come lo
so ? Ho troppo bisogno di questo medico di campagna, ultimamente,
e un ben misero calore da fondere col tuo, ricchissimo. Vai per la
tua strada, sorella, percorrila tutta, fino in fondo, come tu sai fare.
Mi fermo qui, presso il fiume, nella piccola casa coperta dalla
sempreverde edera, nel letto che tante volte ci ha sentito sospirare.
Niente addii, amor mio, non servono. Tu ed io siamo legati da un
ramo di rampicante misterioso e indistruttibile, che ci farà
rincontrare, ammiccare e amare ancora, in onore di Afrodite.
Per l’eternità tuo, Stéphane Mallarmè".

mercoledì 14 giugno 2023

IL CULTO DELLA SANTA MUERTE. A MEZZANOTTE VA LA RONDA DEL MISTER-O. A cu...


Una recensione stupendamente calorosa quella dell'amico Dr. Evaldo Cavallaro, a cui vanno tutta la mia stima e affetto. Video estremamente affascinante, generoso, condotto da una mente brillante e un'anima raffinata.
Grazie!

 https://www.youtube.com/live/tR2yEIQm1Us?feature=share

venerdì 7 aprile 2023

 https://oltrescrittura.blogspot.com/.../tea-marco-e-il...

Bellissima recensione da parte di un'anima antica.
La bellezza d’inoltrarsi in una nuova lettura sta nella scoperta, nell’entrare in contesti nuovi e immedesimarsi in essi, rivivendo quel pathos che l’autrice, in questo caso, ha saputo donarci.
In questo particolare racconto ci ritroviamo fiondati in epoche lontanissime, dove intrighi a corte, lotte religiose e di potere, contornano la vicenda.
Protagonista indiscusso è Pierre de Ronsard, poeta francese (1524-1585) noto anche come il principe dei poeti.
L’autrice rappresenta uno spaccato dell’uomo, narrando e idealizzando la storia di quei tempi, i suoi rapporti alla corte de Valois, le lotte politiche e gli accadimenti di quel periodo storico, ma soprattutto evidenzia la parte più umana di Ronsard, che lo vede combattuto e gli permette di esprimere in versi la sua passione.
Si profila un uomo passionario, grande amatore, schiavo della figura femminile, la sua più grande debolezza è l’amore stesso! L’amore per la carne, per la passione, per il desiderio, spesso contrastato, in cui Ronsard si culla giungendo ad attimi di estasi e altrettanti di frustrazione.
L’autrice narra le sue vicende amorose in cui la figura femminile domina la mente e il cuore del poeta che diviene strumento di piacere, schiavo dell’avvenenza femminile, cede e s’inebria della voluttà delle sue amanti; la sua maturità, il suo saper comporre versi, attirano a sé giovani donne che cedono al suo fascino ma nel contempo lo rendono schiavo al loro cospetto.
La scrittura profuma d’antico, l’autrice ci regala un linguaggio lontano dove le conversazioni respirano di passato.
In questa affascinante scrittura tra prosa e poesia, s’introduce un messaggio prezioso: il bisogno di riconoscersi …. Perché la passione di Ronsard va oltre alla semplice carne, al piacere stesso, ma sprofonda nel mistero dell’amore, delle anime che ritrovano di vita in vita.
L’autrice, difatti, apre il racconto ambientandolo ai giorni nostri, dove un uomo e una donna, Tea e Marco, si cercano e si respingono calamitati e intimoriti al tempo stesso da quell’ urgenza d’esserci, da quel desiderio di respirarsi, viversi, anche per pochi istanti. Quell’attrarsi, quel volersi sempre e comunque anche quando tutto contrasta, e nulla germoglia a loro favore, ma l’amore quello delle anime va oltre al sesso, agli impedimenti e trova il modo di riproporsi; e qui s’apre al grande mistero delle anime eterne, innamorate, che ritornano ad amarsi di vita in vita a dispetto delle difficoltà, delle incertezze... Ronsard torna partecipe nelle loro vite rammentando ai giovani il tempo che fu…
L’autrice pone ai lettori un indovinello: Chi è la donna amata da Ronsard, oggi reincarnata in Tea? A voi scoprirlo.
Buona lettura.
Il libro è disponibile sia in cartaceo che in formato kindle, gratuito per gli abbonati Kindle unlimited.



lunedì 20 marzo 2023


 

Adoro quando chi mi fa la recensione condivide le stesse mie passioni!

Grazie a Valentina Fontan.

Contessa Scalza.

martedì 14 marzo 2023

 

Carmen. Un nome da eroina, da bruna pasionaria donna del sud del mondo. Sorriso e occhi brillanti come i suoi colori, la griffe con cui sceglie di esprimersi nel difficile ambito artistico, che illumina con la sua acuta Visione.




1) Ciao Carmen, desidero ringraziarti per avermi concesso questa intervista. Leggendo la tua biografia è possibile entrare un po’ nel tuo mondo, fatto di colori, di ricerca filosofica e materica, uniti in una girandola di Vita vera, come un caleidoscopio che poi trasferisci nei tuoi libri. Ma è proprio così, o viceversa, tutto parte dalla scrittura?

Ciao Loredana, in primis ci tengo a dirti che sono onorata dall’attenzione e della sensibilità che mostri verso la mia professione di artista. Ho riflettuto molto su questo argomento, nel corso della mia vita privata e professionale. Sono giunta a concludere che la mia arte e la mia scrittura parlino degli stessi temi attraverso due linguaggi differenti. Ho sempre avuto un bisogno: esprimere il mio dissenso rispetto a realtà comunemente accettate, eppure fortemente ingiuste e lesive dei diritti di alcuni soggetti più deboli. Perciò ho cercato nell’arte un mezzo espressivo capace di darmi voce. Quello che mi sta particolarmente a cuore è focalizzare l’attenzione sulla necessità di far tramontare una concezione antropocentrica del mondo, e restituire la giusta importanza ai grandi violati della Storia, cioè la natura, l’altro “non umano” e il femminile, in ogni sua accezione. Questa idea la esprimo nelle mie tele, con la valorizzazione di temi che combinano il femminile col mondo naturale, e nelle mie opere letterarie, dove amo approfondire una visione del mondo che prescinda dall’impostazione fallocentrica, rimettendo al centro la voce narrante femminile.

2) La laurea in Filosofia e Marketing ti permette di accedere a diversi aspetti della mente umana, spesso in antitesi fra loro, non di rado in grande conflitto. Come ti è nata l’idea di studiare questi due mondi?

La mia prima laurea in marketing la scelsi per esigenze “lavorative”, come fanno molti ragazzi che mettono da parte le loro vere peculiarità per seguire la strada più opportuna, in base ai canoni di questo nostro vivere sociale. Proprio la conoscenza dei principi del marketing, grande Dio dei nostri tempi, mi ha posto dinnanzi al bisogno di tirarmi fuori dal teatro dell’assurdo in cui siamo calati, e scavare nell’anima e nella riflessione, alla ricerca di un modo di vivere più autentico, distante anni luce dalle logiche del pensiero individualista e consumistico, che commercializza tutto, anche i rapporti umani. Da lì, ho intrapreso un nuovo percorso di studi, questa volta ascoltando il mio daimon. La filosofia apre a una prospettiva di vita straordinaria, stravolgendo schemi preimpostati e facendo mutare radicalmente il nostro punto di vista.

3) Sembri una persona nata per unire ciò che tende a separarsi. Questo nelle tue molteplici attività artistiche, come nello stile di vita, dopo aver fondato nel 2015 il brand artistico-editoriale “Arte Libri Filosofia Itinerante”. Da dove nasce questo impulso?

Credo molto nel principio Eracliteo del Panta Rei. Tutto scorre inesorabilmente e noi scorriamo col tutto. Essere consapevoli di questa realtà ci dona la possibilità di considerare noi stessi e quel che ci circonda come un unicum, una catena inscindibile dove ogni anello è indispensabile e interrelato con gli altri. Ecco perché dovremmo sempre ragionare in un’ottica collaborativa, e non divisiva o competitiva. Ecco perché io tendo a creare unioni e non divisioni. La competizione, quel principio che ci hanno inculcato e che continuiamo a ripetere come un mantra alla nostra mente conscia e inconscia, è il vero elemento disgregante e tossico della nostra società e, purtroppo, anche della natura che condivide, incolpevole, il nostro tempo.

4) Un’artista di concetto ma anche manuale, come mostrano le tue brillanti creazioni quali borse, foulards, monili, dove si evidenzia la stessa attenta ricerca impiegata nel percorso letterario. Cosa significa per te usare le tue mani?

Le mani sono una parte sacra del nostro corpo. Tramite le mani abbiamo una possibilità che ad altri viventi non è concessa: creare, dar forma alle idee. Realizzare manufatti non è solo esprimere se stessi attraverso un oggetto, ma esprimere il significato profondo di un’epoca. Quando l’industria ha relegato ai margini della società i maestri artigiani, spesso reclutandoli nelle schiere di lavoratori pronti a diventare alienati, la nostra società ha perso un immenso valore. Questa la ragione per cui l’artigianato dovrebbe essere valorizzato e tutelato come patrimonio dell’umanità. Dovremmo tornare ad incantarci di fronte ad un bravo artigiano che intaglia il legno, così come da bambini ci incantavamo nel guardare le nonne che lavorano a maglia. Nell’artigianato c’è un mistero profondo, una magia che solo occhi attenti hanno il privilegio di cogliere. Grazie alla mia attività itinerante, ho avuto la fortuna di vedere dal vivo artigiane straordinarie, e di imparare da loro la passione per la manualità.

5) Dalla tua biografia esordisci come sceneggiatrice, a testimoniare una grande passione per il cinema. Posso chiederti quale parte di te è appagata da questo particolare linguaggio, e in che modo crei comunicazione attraverso la settima arte?

La settima arte è di certo la più completa, se la si vive nel ruolo di regista. Un regista deve avere competenza in termini di scrittura creativa, fotografia, musica, scenografia, perfino costumi e montaggio. Dunque i grandi regista sono, a mio parere, tra gli artisti più completi che il genere umano abbia prodotto. Tuttavia, le logiche commerciali del cinema, oggi, lo rendono spesso un sottoprodotto artistico, perdendo quel grande potenziale che avrebbe in termini di creatività, per lasciar spazio alle necessità della cassa. Questa la ragione per cui ho lasciato il mondo della sceneggiatura per dedicarmi all’arte indipendente: è l’unica a potermi garantire la libertà espressiva alla quale ho sempre anelato.

6) Nei tuoi libri offri consigli per superare gli “schemi depotenzianti”, “esprimendo la simbiosi Umanità-Natura come meta sociale”. Cosa puoi dirci in merito a quella che sembra una vera e propria missione?

Lo è. È la mia piccola illusione di poter dare un infinitesimale contributo al cambiamento della nostra società, verso un’idea più equa, solidale e, soprattutto, capace di mettere a frutto le potenzialità creative dei singoli. La nostra società, per come è costituita, tende perlopiù a schiacciare le menti creative, a favore di un asservimento a logiche predominanti e commerciali. La creatività fa paura, perché spesso è ciò che innesca le modifiche epocali. Sottomettere la creatività ci depotenzia e ci depriva dello strumento più forte che abbiamo nelle nostre mani.

7) Senza alcun dubbio sei di ispirazione per gli artisti, e aggiungerei in particolar modo per le donne, spesso intrappolate in esistenze senza creatività, in una spirale di ripetitività e stanchezza morale che trascina sempre più in basso. A parte la tua giovane età, che può essere un fattore relativo, qual è il segreto di tanta energia?

Ti ringrazio per queste parole di stima e per la giovane età 😉. Poter scrivere le proprie esperienze, anche dolorose, per far fiorire dalle ferite la speranza di una rinascita è ciò che mi dà la forza per continuare a combattere anche contro chi, spesso, ha cercato di tarparmi le ali… e tapparmi la bocca.

8) Come ti vedi da qui, diciamo, a dieci anni? Hai voglia di apprendere altro, o ti dedicherai a consolidare e approfondire il tuo già importante bagaglio?

Io sono per scelta itinerante, dunque sempre in viaggio, fisico e mentale. Fra dieci anni sarò da qualche parte, a esplorare qualcosa, fuori o dentro di me

9) Domanda di rito, ma mai scontata: scrivere è terapeutico?

Certo che sì, per sé e spesso anche per gli altri.

10) Hai conseguito la categoria di best seller con dieci libri, un traguardo notevole e direi meritato, dato il tuo instancabile impegno. Cosa consigli a chi vuole avere successo nell’oceano degli autori emergenti?

Impegnarsi con ogni cellula del proprio corpo per acquisire le competenze adeguate ad essere il più autonomi e indipendenti possibile.

11) Il tuo libro a cui sei più affezionata?

Direi “Quattro cani e un chihuahua” perché parla dei miei più grandi filosofi: i miei cani.

12) Il libro che ti ha più ispirato?

“La lettera sulla felicità” di Epicuro, “La brevità della vita” di Seneca.

13) Ci parli dei tuoi libri, indicando dove li possiamo trovare?

La mia è una narrativa filosofica umoristica, dunque parto da eventi più o meno romanzati, per trattare temi cari alla storia della filosofia, dalla ricerca della felicità al tema del tempo, l’amicizia, la ricerca del proprio Sé profondo. La chiave di lettura è quella dell’ironia, che costituisce una condicio sine qua non della mia vita.

Li trovate in vendita su Amazon, cliccando il mio nome nella barra di ricerca, sul mio sito www.carmentrigiante.com e nel mio atelier itinerante che quest’estate girerà le più belle piazze della Puglia e del Sud Italia.

14) In ultimo, domanda fantasy, per giocare un poco. Immagina che dalla tua mente nasca un personaggio, reale o immaginario, che commenti con una frase la nostra intervista. Cosa direbbe?

“Mi piacerebbe molto prendere nota di cosa avete sognato stanotte: trovo nelle vostre dichiarazioni elementi che si prestano a un approfondimento psicoanalitico” . S.Freud

Recapiti:

Www.carmentrigiante.com


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Loredana Zino



domenica 5 marzo 2023

Il mio ultimo libro è prenotabile qui!

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 L’UNICO KARMA É L’AMORE 

 Vorrei riuscire a spiegare cos’è un rapporto karmico. Intanto, è un vincolo. Lo avverti con forza quando tu e l’altra persona vi trovate nella stessa stanza, magari insieme ad altra gente. Più gente c'è, più lo senti. Qualcosa vi spinge a cercarvi con gli occhi sempre, in maniera quasi incontrollata, non importa se siete dello stesso sesso o di sesso opposto. Qualcosa tinge il cielo di rosa, mentre osservi una nuvoletta galleggiante e ringrazi, perché l’altra persona è al mondo, e l’hai ritrovata. Il legame karmico non è detto che possa essere vissuto secondo i propri desideri o le proprie interpretazioni. In quanto “karmico”, è per definizione un rapporto non risolto; salvo rari casi. Bisogna avere molta pazienza, perché nel momento in cui si scende sulla Terra per infilarsi dentro un nuovo corpo, ogni buon proposito e ogni accordo precedentemente sancito con le anime di chi ci è karmico, si volatilizza dalla memoria. Si dovrà fare una bella fatica per ricordare, ma in pratica saremo obbligati a farlo. Occorrerà uno sforzo, che non può provenire da un cuore chiuso. Il premio sarà immenso e luminoso. Noi due, Tea e io, ci innamorammo cinquecento anni fa in circostanze poco favorevoli. Uno di noi era sposato. In un’altra vita, facemmo del lavoro magico assieme, e neanche allora finì tanto bene. I rapporti karmici sono potenti. Tu puoi conoscerti (o ri-conoscerti) da bambino, da giovane, stringere una relazione di amicizia o d’amore, magari anche di odio. In seguito puoi litigare, amarti, arrabbiarti, puoi tradirti, separarti, seguire strade diverse, addirittura opposte. Tanto ci pensa il destino a ricongiungerti. Il cuore sa di quali persone hai bisogno, per procurarti prove che aiutino l’anima a evolvere, a crescere. Quale miriade di sensazioni, vivere su questo pianeta-scuola. 
 Grazie. 

 Contessa Scalza (mio pseudonimo)

giovedì 9 febbraio 2023

Links dell'intervista concessami dall'artista Bianca Fasano. https://www.dentrosalerno.it/2023/02/08/intervista-a-giornalista-bianca-fasano-i-perche-di-una-vita-dedicata-allarte/ https://www.politicamentecorretto.com/2023/02/08/intervista-della-scrittrice-loredana-zino-alla-giornalista-bianca-fasano-i-perche-di-una-vita-dedicata-allarte/?fbclid=IwAR04ShLGNSFE5JWlnN4gcMJiAVEfC06GmasHfxFr6iUciOo22zMO21nEKC4 https://www.cilentonotizie.it/dettaglio/49442/intervista-della-scrittrice-loredana-zino-alla-giornalista-bianca-fasano-i-perche-di-una-vita-dedicata-all-arte/?fbclid=IwAR0ZlV15IMQ3wFD0a_sxSl9XprK9o6EcKKa1CL-jQgJ4Rz6uiBYJkZ5_4jw https://www.cilentano.it/intervista-della-scrittrice-loredana-zino-alla-giornalista-bianca-fasano-i-perche-di-una-vita-dedicata-allarte/?fbclid=IwAR2QYTNx__8E4GeehTocsPcGeNbES9WqqvhflMytd0CTZlRUN2mdtwPawuM https://www.informazione.it/c/99435A20-3C4D-4504-8BC3-C971502100F8/Intervista-della-scrittrice-Loredana-Zino-alla-giornalista-Bianca-Fasano-I-perche-di-una-vita-dedicata-all-arte

mercoledì 8 febbraio 2023

L'artista di oggi è la Dottoressa Bianca Fasano. Che dire di lei? Una donna completa dal punto di vista umano e professionale. La ricerca e l'apprendimento indefessi e continui sono il suo curriculum davvero starordinario. 
Diploma di Maestra d’Arte DELLACERAMICA presso l’Istituto Statale d’Arte di Napoli.
Laurea in sociologia presso l’Università di Salerno. 
Laurea magistrale in Teoria della comunicazione audiovisivi e società della conoscenza presso l’Università di Salerno. 
Diploma di ECDL, (Patente Europea del computer).
Diploma di competenza in criminologia al corso di formazione in criminologia :
"Il contributo dell'interdisciplinarità nell'analisi dei fenomeni criminali", presentando la relazione finale in grafologia dal titolo “Dove cerca il grafologo”, con il massimo dei voti e la lode. 
Docente di Educazione artistica. 
Docente di Disegno e Storia dell’Arte. 
Vincitrice di Concorsi. Riconoscimenti. 
Benemerenze civili: Premio per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’opera omnia per gli anni 1989, 1995, 2000, 2002, 2004. 
Un numero non precisato di Premi assegnati da vari Enti ed Associazioni sia per la letteratura che per la Pittura e la Grafica tra cui “pennello d’oro della pittura contemporanea”. 

Interessi. Ha al suo attivo oltre trenta personali di pittura. Dipinge anche ad olio, tempera, acquarello e su pareti. Ha partecipato a mostre collettive, trittici ed estemporanee. Sociologa, scrittrice e giornalista. Ha inoltre presenziato come membro di giuria o presidente a vari Premi di pittura, scultura, letteratura, musica e canto. 
Esperta in grafologia, fisiognomica, chiromanzia, parapsicologia. 

Esperienze di lavoro. 
Già insegnante in ruolo di Disegno e Storia dell’Arte in pensione dal primo settembre 2014. 
Ha diretto emittenti radiotelevisive quali “Teleagropoli” e “Rete 7”, giornali quali il “Mezzogiorno culturale”, “L’Eco del Cilento e del Vallo di Diano”; Magazine “Turismo e impresa” del Gruppo Editoriale srl (GES srl.).
Ha lavorato come corrispondente per giornali quali “Il Roma” “Il Mattino” etcc.. 

Prestazioni volontarie. 
Socia Fondatrice della sezione del Cilento di Vallo della Lucania (SA) F.I.D.A.P.A “Cilento-Elea”, Federazione Italiana Donne, Arti, Hobby Professioni ed Affari. Fotocomposizione, elaborazione grafica di testi per la stampa, realizzazione di Siti Internet e Blog a carattere Sociale. 

Siti e blog: http://www.accademiadeiparmenideiufficiostampa.flazio.com/ Vecchio sito: https://digilander.libero.it/parmenidei/welcome.html http://blog.libero.it/orizzontedonna/view.php?nocache=1247381741http: //blog.libero.it/editoriavaria/ http://blog.libero.it/discutendodi/ http://blog.libero.it/Ufficiostampa/ 

Attività extra professionali.
Giornalista, scrittrice e pittrice.

Attività nell’ambito scolastico.
Nel corso del suo operato presso il Liceo Scientifico di Sapri, sezione staccata di Centola, (SA) ha condotto avanti un Progetto di Giornalismo”. Nell’ anno scolastico 2006/2007 la stessa Fasano è stata responsabile del PROGETTO “GENIUS LOCI”, progetto di conoscenza e valorizzazione del territorio. Il primo obiettivo è stato quello di educare i giovani alla conoscenza, al rispetto e alla valorizzazione dei Beni Culturali, al fine di creare le premesse per una reale azione di tutela e di sviluppo sostenibile del territorio. Nell’anno scolastico 2007/2008 la stessa ha effettuato presso il Liceo scientifico "P.Calamandrei", di Napoli, una “Ricerca statistica effettuata a mezzo Questionario Socio Culturale su classi prime in entrata” per il Progetto accoglienza. Sempre per lo stesso anno scolastico la Fasano ha realizzato, previa approvazione del Collegio docenti, un Progetto per il Dipartimento di Disegno e Storia dell’arte dal titolo “La donna nell’arte”. 

Associazioni.
Fondazione nell’anno 1995 dell’Accademia dei Parmenidei e presidenza della stessa associazione culturale dedicata a Parmenide d’Elea-Velia, cui è collegato il Premio Nazionale di Poesia filosofica, letteratura e saggistica “Parmenide” che si è svolto, assieme al Parmenide Junior, per sette anni consecutivi. L’Accademia dei Parmenidei è presente su Internet con il Sito: http://digilander.libero.it/fasanobi/ . 

Riconoscimenti. 
Iscritta all’Albo dei giornalisti della Campania dal 1980. 

Pubblicazioni. 
“Fantasie” editore Palladio, (racconti - 1976); 
“Vita e morte d'amore” (poesie-1978); 
"Terra al sole"(romanzo autobiografico)-Editore Galzerano-1984); 
"Stio tra storia e leggenda e cenni sulla Baronia di Tagliano (testo storico-1986); 
"Nostra recita quotidiana, (Romanzo- Editore Galzerano-1987); 
"Quel magico mondo lontano" (romanzo- editore Loffredo-1989);
"Polvere di storia, (testo storico-sociologico e delle codificazioni- Editore Loffredo-1991); 
"Voci dal passato" (testo di parapsicologia- Riemma Editore-1994) (quattro volumetti); 
“Il tempo degli eroi”, Riemma Editore di Castiglione della Pescaia, (GR) romanzo a fondo storico, ambientato nel 1963, rilevante anche come ricerca sociale dell’epoca trattata. (Maggio 2008).
“Scripta Manent”-Poesie e racconti- Società gruppo editoriale KMP Media. Aprile 2010.
Gli stessi libri sono stati poi ripubblicati con StreetLib in ebook e cartaceo. 
Sempre con StreetLib (Per l’Accademia dei Parmenidei): 
"Il gemello decerebrato", fantascienza. 
"Prendo il tuo corpo, un corpo, un cervello", fantascienza. 
"Milioni di mondi possibili" raccolta di poesie e racconti. 
"Bisogni". raccolta di poesie e racconti. 
"Appunti di sociologia"; Sociologia e comunicazione. 
"Vita e morte d'amore", poesie. 
Per la grafologia: 
"Dove cerca il grafologo". 
“Grafia suicidaria” 
“La grafia dell'amore e dell'odio e altri metodi di conoscenza dell’essere umano". Parte I Parte II, Parte III e Parte IV.
“Quattro interviste impossibili” 
"Another Marilyne" 2
“Gelsomino Giallo"; Poesie. 
“Utero familiare”, romanzo, fantascienza; 
“Mosè e la sfera di cristallo”, romanzo; 
“1974; una storia”; 
“Vita e morte d’amore”, Poesie. 

In lettura gratuita, allo scopo di presentarsi: 
"Ricordi di una scrittrice"
"Le favole finiscono sempre bene," 
"Eudaimonia" Venti poesie in lettura 
“Lo sbobinatore ed il piccolo killer” e molti altri lavori brevi. 

Pubblicazioni su quotidiani, periodici e settimanali di circa 1000 articoli di cronaca e cultura. Suoi articoli sono comparsi su “Tribuna Stampa”, organo di informazione nazionale dei giornalisti, il “Paese”, “Più Bella” e molti altri giornali settimanali, mensili e periodici d’Italia. 
Pubblica articoli sul Web, tra l’altro: http://www.statoquotidiano.it/author/bianca-fasano/ http://www.cilentonotizie.it/autore/?Autore=Bianca-Fasano http://www.affaritaliani.it/sociale/suicidi-stoici120112.html?ref=ig http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=47344&action=view http://www.aphorism.it/bianca_fasano/ http://www.salernomagazine.it/tag/bianca-fasano http://www.voceata.it/tag/bianca-fasano/ http://www.italiachiamaitalia.it/articoli/detalles/12340/LetteraOaOBerlusconi%2 0Operch%20OdovremmoOvotareOancoraOperOleiOOcOdiOBiancaOFasano.ht ml http://www.massimo.delmese.net/tag/bianca-fasano/ http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-246234.html http://www.idocentiscapigliati.com/2013/04/insegnare-religione-oggi-unaoccasione.html http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=44493 http://www.napolitoday.it/cronaca/passeggiata-per-il-vomero-bianca-fasano.html http://www.frosinonemagazine.it/2013/07/pensieri-dopo-gli-esami-di-stato20122013/ http://www.orizzontescuola.it/node/33424 Ha registrato suoi lavori in forma di video sul Web. La sua attività è facilmente riscontrabile ponendo su di un motore di ricerca il suo nome e cognome. Bianca Fasano Altre qualifiche La Fasano ha dedicato ampio spazio al “giornalismo di frontiera” interessandosi alle problematiche sociali. Suoi articoli sono comparsi su “Tribuna Stampa”, organo di informazione nazionale dei giornalisti, il “Paese”, “Più Bella” e molti altri giornali settimanali, mensili e periodici d’Italia. "Più Bella" della Rizzoli, le ha dedicato una intervista. Molti giornali on line riportano articoli che la riguardano.
Ciao Bianca, grazie per avermi concesso questa intervista. Ti conosco da tantissimi anni, dal 1996, quando presiedevi al primo premio “PARMENIDE” DI POESIA, NARRATIVA SAGGISTICA e parapsicologia”. Già da quell'esperienza venni in contatto con la tua grandissima umanità, e la tua propensione a proteggere e promuovere gli autori emergenti, e quelli, come tu li definisci "figli di un dio minore". Sei stata la fautrice di uno dei momenti più belli della mia carriera artistica, e mi onori con la tua presenza nel mio blog. Dunque, grazie! Cominciamo.

D): Come nacque questa iniziativa? 

R): Si trattava di una “costola” della “Accademia dei Parmenidei”, nata nel 1995, che fu voluta da me e dagli altri soci fondatori, sia Cilentani sia provenienti da altre terre, avendo compreso la necessità di creare, in un mondo sempre più pressato dal contingente e dalle piccole grandi noie del quotidiano, un’occasione di riflessione, di aggregazione delle forze positive, di crescita spirituale e materiale e in senso lato una palestra di lavoro per quanti desiderino contribuire al miglioramento sociale, culturale e quindi economico della splendida area mediterranea denominata Cilento. 

D): Nel tuo racconto "Ricordi di una scrittrice", affronti la storia autobiografica di una bambina, iscritta ad una scuola d'arte, che stupisce l'insegnante rivelando di voler diventare una scrittrice. In realtà, il tuo percorso con la pittura viaggia parallelo, o uno sovrasta l'altro? 

R): Scrivere è nato con me, ovviamente si è sviluppato all’età in cui ho appreso a farlo. Pochi anni dopo ho appreso a dipingere, “nipote d’arte”: Carmine Moriniello, pittore sociale, era mio zio. La scrittura ha sovrastato la pittura quando mi sono resa conto che, per “provare a migliorare il mondo”, scrivere era più utile. 

D): Tu sei una giornalista impegnata a fondo nel sociale, hai collaborato con diverse testate. Ci puoi dire come è nata questa attività? 

R): Nel Cilento, dove mi trovai a vivere, per rispondere alla necessità di far crescere il territorio e aiutare gli esseri umani. Un esempio? L’Alento, il fiume del Cilento, “ci entrava in casa”. Velia (la terra di Parmenide), aveva bisogno di un parco archeologico per proteggerne i ricordi. Il Cilento, per essere in qualche modo “difeso”, anche dall’abusivismo edilizio, di un Parco Nazionale. Il territorio, per essere percorso, di una rete stradale. E tanto altro. Scrivere sui giornali e portare all’attenzione le problematiche poteva essere utile. 

D): Tornando alla pittura, come convivono in una persona come te linguaggi così diversi? 

R): La mia pittura è nata come “Pittura sociale”. I miei primi temi: la contestazione operaia, i contrasti e le problematiche razziali, la sofferenza umana, la ricerca psicologica nei ritratti. Inserendo questi problemi sociali negli articoli e negli scritti di altro tipo, è restata libera l’interpretazione cromatica, la bellezza, l’inventiva e la copia dai grandi del passato: Raffaello, Michelangelo, Dalì e Hayez. 

D): Esperta di grafologia e fisiognomica. In quali ambiti eserciti queste conoscenze, e come sei arrivata a questi interessi? 

R): Lo studio della grafologia e di ogni cosa poteva essermi utile alla comprensione dell’essere umano, mi ha sempre accompagnata. Ho usato la conoscenza anche per essere un’insegnante migliore. Ho scritto e pubblicato libri per insegnare grafologia e “comunicazione non verbale”, oltre ad aiutare gli esseri umani a difendersi dalla bugia (dirle e caderci) e dalla tendenza a costruirsi gabbie. 

D): La sfera del paranormale occupa un posto importante nel tuo significato di vita e di ricerca. Vuoi parlarcene? 

R): Complesso. Sensitivi si nasce. Percepire presenze, intuire il futuro, significa anche essere ipersensibili. Studiare la parapsicologia e scriverne può essere utile a chiarirsi le idee in proposito e tentarne di fornirne un quadro ad altri, può evitare che si cada in ottiche aberranti, che spesso compromettono un minimo di veridicità in merito. Il mio “Voci dal passato” è un tentativo in tal senso. 

D): Nel tuo libro “Jessica Smith Association for revival and reliance. Risveglio (Idea da un fatto di cronaca)”, tratti con grande accuratezza e notevole fantasia il tema dell'ibernazione. Carla, la protagonista del romanzo di genere fantascientifico, è una Rebirth sedicenne che si risveglia in un’epoca sconosciuta, senza memoria del suo passato e dei suoi legami, ormai trapassati da tempo. Nel romanzo descrivi nei minimi particolari l'intera organizzazione di una società futura, le strutture sociali e familiari, perfino il tipo di alimentazione, inserendo il lettore, gradualmente, in quell'atmosfera così diversa da tutto ciò che si conosce. Come ti è nato l'interesse per questo argomento? 

R): Da un fatto di cronaca: Al momento in cui lessi la storia vera ( Roma, 18 novembre 2016), che si nasconde dietro questo scritto, restai fortemente impressionata sentendomi molto vicina sia alla sofferenza della ragazzina (un'adolescente britannica ammalata di cancro, che ovviamente, desiderava vivere), che a quella dei genitori.  La madre era decisa ad aiutare la figlia nel desiderio di speranza che poteva darle l'ibernazione dopo il suo decesso, ma il padre non era d'accordo, per cui alla fine la ragazza ottenne dai giudici il via libera per essere ibernata (tra l'altro con un alto costo), nella speranza di essere un giorno "risvegliata" e guarita con nuove cure. Il corpo della quattordicenne fu trasportato negli USA e congelato tramite "criogenesi". Da un racconto (molto seguito), è venuto poi fuori un romanzo. Per scriverlo ho dovuto studiare e sviluppare dalla realtà presente un futuro “possibile”. 

D): Come definiresti la tua missione, se ritieni di averne una? 

R): Probabilmente ciascuno di noi ne ha una, anche senza saperlo. La mia? Se c’è, è il tentativo di diffondere un sapere che non resti sterile cultura nozionistica e aiuti l’essere umano ad “esserci”. Amo la concezione di Heidegger che definisce “l'uomo come gettato nel mondo, ovvero in una situazione esistenziale che non ha scelto, non ha programmato egli stesso”. 

D): Scrivere è terapeutico? 

R): Ritengo proprio di sì. Lo consiglio. Molti dei miei scritti mi hanno aiutata in momenti davvero difficili della mia vita. 

D): Quali sono i tuoi sogni, i tuoi progetti da qui, diciamo, a dieci anni? 

R): A settantatre anni? Non guardo troppo lontano. Mi sveglio e affronto la mia giornata lasciando un altro piccolo seme, sperando che divenga una piantina viva. Come questa intervista, nata da una conoscenza reciproca e positiva. 

D): Il libro che non hai ancora scritto? 

R): Davvero ne ho scritti tanti. Non immaginavo. Da domani leggerò, di Massimo Teodorani “Entanglement. L’intreccio nel mondo quantistico: dalle particelle alla coscienza”, su consiglio di mio fratello Vincenzo Fasano, ottantatre anni, scacchista e studioso. Ho la sensazione che la meccanica quantistica, che intendo studiare, possa rispondere anche alle mie domande di parapsicologia, laddove la scienza positivista si arena. Vedremo. Forse ne nascerà un libro. 

D): Il libro di un autore o autrice che ti ha ispirato di più? 

R): Difficile. Tanti letti e tanti amati. Forse D’Annunzio: “L’innocente”. Forse di Pirandello “Uno nessuno e centomila”, “Il fu Mattia Pascal”, ma anche “Il berretto a sonagli”. Tutto Pirandello insegna. I libri, insegnano. Tutti. 

D): Ci parli dei tuoi libri, indicando dove li possiamo trovare? 

R): Me lo chiedevano sottilmente ironici, tanti in passato. La scusa di non trovarli per non comprarli? Non ne potevo proprio più. Invece ora è semplice: Bianca Fasano su Google. Escono: in ebook e cartacei, gratuiti, anche. 

D): Domanda fantasy, se ti va di giocare un poco. Immagina che dalla tua mente ora nasca un personaggio, maschile o femminile, reale o immaginario, che concluda con una frase la nostra intervista. Cosa direbbe? 

R): Reale. Giuseppe Giusti: “Il fare un libro è men che niente se il libro fatto non rifà la gente”.

Ciao ragazzi, oggi sono a segnalarvi il romanzo di Elisa Caccavale, "I FIGLI DEGLI ALTRI", edito da PAV Edizioni. Se andate al li...