sabato 8 luglio 2023

 https://www.politicamentecorretto.com/2023/07/07/genova-santa-muerte-pubblicato-in-ebook-e-cartaceo-il-romanzo-storico-di-loredana-zino-che-penetra-nel-vissuto-di-massimiliano-i-del-messico-e-carlotta-del-belgio-tra-biografia-e/#:~:text=Advertisement-,Genova.%20%E2%80%9CSanta%20Muerte%E2%80%9D%2C%20pubblicato%20in%20ebook%20e%20cartaceo%2C%20il%20romanzo%20storico,Bianca%20Fasano,-giornale


lunedì 26 giugno 2023

 Al quarto posto tra i libri consigliati sull'argomento reincarnazione!

Allora è vero quanto dicono, che non bisogna mollare.
Allora è vero che vale la pena scrivere, continuare a farlo nonostante le promesse disattese, le delusioni. Serve a qualcosa, "abbassarsi" a chiedere una recensione, agli amici, ai colleghi, ai blogger, col rischio di vederli allontanarsi. E' giusto sopportare le critiche degli invidiosi, dei mediocri, di chi ignora che una critica autentica, libera da proprie motivazioni ristrette, è un'arte apprezzabile tanto quanto una lode.
Che gioia, che gioia, Pina mia.
“Valvins, le 18 Aout 1898
Dolcissima Paon,
sento la necessità di colmare del pensiero di te
questo foglio innevato, seppur la mia piuma, quest’oggi, tremoli
alquanto. Una tosse sempre più insidiosa mi soffoca, ma io sono
quieto. La mente ha ormai imparato a staccarsi dalla gola e dal
capo, e a raggiungere, scivolando mollemente, la mano che modella parole di pece. Così, fissa sulla carta, la mente guarda gli animi e gli ansiti attraverso un occhio sconosciuto ma tanto più acuto di queste due vecchie lampade che molto tu baciasti, e che stanno divenendo sempre più fioche. La vita fu generosa con me ed io l’ho
ringraziata, rispettata, ma, me ne compiaccio, mai adulata. Potrei
dire che ora mi vuole lasciare indispettita, perché sovente ho
respinto le sue grazie, anche se ho pagato un prezzo. Avrei potuto
essere un re incensato dai rotocalchi, rendere il nome mio alla
fama, cingermi la fronte con la corona d’alloro....se non fossi stato
avverso alle effimere lusinghe del mondo intellettuale, e ai
riconoscimenti colmi di accademica cultura mondana. Avrei potuto
essere un buon studente, ma le regole del collegio aprivano al mio
spirito strade di fuga verso spazi aperti, in cui cercai conforto per
non morire. Sarei stato un insegnante appassionato, se
l’insegnamento non mi avesse annoiato tanto, stretto tra i rigidi
schemi dell’ordinamento liceale, e se fossi riuscito ad avere più
polso coi miei allievi. Ho peccato di superbia quando mi
indispettivo per i cumuli di futili moduli, schede, registri che
limitavano il vero apprendimento, per non dire di quegli sciocchi,
inutili programmi da seguire. Il liceo mi stava uccidendo, riuscii a
sopravvivergli grazie ai miei martedì letterari, e alla freschezza dei
nuovi poeti che onoravano la mia casa con le loro visite, con le loro
ansie di libertà, coi loro versi da farmi leggere, come io feci, a suo
tempo, col grande Baudelaire. Avrei potuto fare di mia moglie,
Marie Geherard, la maitresse che da sempre mi affascina. Ho
preferito cercare, lungo le strade di Francia, l’unica, la vera e
l’insostituibile. Io, così docile e sfuggente, non mi sono piegato alla
vita, a costo di cadere nella più lucida e inutile follia, ma nemmeno
tu, mia pavoneggiante Méry, mi facesti chinare il capo, perché non
lo hai voluto, né io te lo chiesi, e qui, perdonami, di fronte alla
soavità del nostro sentimento non posso trattenere le lacrime.
Io ti amo per la tua integra femminilità, ti amo per essere una
ubriacante mistura di passiva indulgenza e rilucente dignità.
L’Arte, lei sola mi ha messo alle corde, e lo dico con vanto.
Della Poesia preferisco mille volte essere un piccolo servitore,
nascosto in questo angolo di Parigi ma proiettato, grazie ad essa,
nel vasto, immenso cosmo, del quale conosco ogni stella, ogni luce.
Ti osservo passeggiare, Paon, attraverso i vetri del ricordo, fresca e
sinuosa, con il bianco parasole che ripara i tuoi riccioli
scarmigliati, e cela i tuoi pensieri a tutti, ma non a me......Ti osservo
mentre adagi il tuo rotondo fondoschiena sull’altalena, mentre
sorridi illuminata da un sole bianco, mentre, con sapienza
shakespeariana di cui sei maestra, lasci che il tuo ultimo, giovane
amante ti sfiori le dita coperte dal pizzo, con le labbra. Sei un
pavone sontuoso, Méry Laurent. La vita arde in te come il più
impetuoso dei bracieri. So che non sarà più per me, chérie. Come lo
so ? Ho troppo bisogno di questo medico di campagna, ultimamente,
e un ben misero calore da fondere col tuo, ricchissimo. Vai per la
tua strada, sorella, percorrila tutta, fino in fondo, come tu sai fare.
Mi fermo qui, presso il fiume, nella piccola casa coperta dalla
sempreverde edera, nel letto che tante volte ci ha sentito sospirare.
Niente addii, amor mio, non servono. Tu ed io siamo legati da un
ramo di rampicante misterioso e indistruttibile, che ci farà
rincontrare, ammiccare e amare ancora, in onore di Afrodite.
Per l’eternità tuo, Stéphane Mallarmè".

mercoledì 14 giugno 2023

IL CULTO DELLA SANTA MUERTE. A MEZZANOTTE VA LA RONDA DEL MISTER-O. A cu...


Una recensione stupendamente calorosa quella dell'amico Dr. Evaldo Cavallaro, a cui vanno tutta la mia stima e affetto. Video estremamente affascinante, generoso, condotto da una mente brillante e un'anima raffinata.
Grazie!

 https://www.youtube.com/live/tR2yEIQm1Us?feature=share

venerdì 7 aprile 2023

 https://oltrescrittura.blogspot.com/.../tea-marco-e-il...

Bellissima recensione da parte di un'anima antica.
La bellezza d’inoltrarsi in una nuova lettura sta nella scoperta, nell’entrare in contesti nuovi e immedesimarsi in essi, rivivendo quel pathos che l’autrice, in questo caso, ha saputo donarci.
In questo particolare racconto ci ritroviamo fiondati in epoche lontanissime, dove intrighi a corte, lotte religiose e di potere, contornano la vicenda.
Protagonista indiscusso è Pierre de Ronsard, poeta francese (1524-1585) noto anche come il principe dei poeti.
L’autrice rappresenta uno spaccato dell’uomo, narrando e idealizzando la storia di quei tempi, i suoi rapporti alla corte de Valois, le lotte politiche e gli accadimenti di quel periodo storico, ma soprattutto evidenzia la parte più umana di Ronsard, che lo vede combattuto e gli permette di esprimere in versi la sua passione.
Si profila un uomo passionario, grande amatore, schiavo della figura femminile, la sua più grande debolezza è l’amore stesso! L’amore per la carne, per la passione, per il desiderio, spesso contrastato, in cui Ronsard si culla giungendo ad attimi di estasi e altrettanti di frustrazione.
L’autrice narra le sue vicende amorose in cui la figura femminile domina la mente e il cuore del poeta che diviene strumento di piacere, schiavo dell’avvenenza femminile, cede e s’inebria della voluttà delle sue amanti; la sua maturità, il suo saper comporre versi, attirano a sé giovani donne che cedono al suo fascino ma nel contempo lo rendono schiavo al loro cospetto.
La scrittura profuma d’antico, l’autrice ci regala un linguaggio lontano dove le conversazioni respirano di passato.
In questa affascinante scrittura tra prosa e poesia, s’introduce un messaggio prezioso: il bisogno di riconoscersi …. Perché la passione di Ronsard va oltre alla semplice carne, al piacere stesso, ma sprofonda nel mistero dell’amore, delle anime che ritrovano di vita in vita.
L’autrice, difatti, apre il racconto ambientandolo ai giorni nostri, dove un uomo e una donna, Tea e Marco, si cercano e si respingono calamitati e intimoriti al tempo stesso da quell’ urgenza d’esserci, da quel desiderio di respirarsi, viversi, anche per pochi istanti. Quell’attrarsi, quel volersi sempre e comunque anche quando tutto contrasta, e nulla germoglia a loro favore, ma l’amore quello delle anime va oltre al sesso, agli impedimenti e trova il modo di riproporsi; e qui s’apre al grande mistero delle anime eterne, innamorate, che ritornano ad amarsi di vita in vita a dispetto delle difficoltà, delle incertezze... Ronsard torna partecipe nelle loro vite rammentando ai giovani il tempo che fu…
L’autrice pone ai lettori un indovinello: Chi è la donna amata da Ronsard, oggi reincarnata in Tea? A voi scoprirlo.
Buona lettura.
Il libro è disponibile sia in cartaceo che in formato kindle, gratuito per gli abbonati Kindle unlimited.



lunedì 20 marzo 2023


 

Adoro quando chi mi fa la recensione condivide le stesse mie passioni!

Grazie a Valentina Fontan.

Contessa Scalza.

martedì 14 marzo 2023

 

Carmen. Un nome da eroina, da bruna pasionaria donna del sud del mondo. Sorriso e occhi brillanti come i suoi colori, la griffe con cui sceglie di esprimersi nel difficile ambito artistico, che illumina con la sua acuta Visione.




1) Ciao Carmen, desidero ringraziarti per avermi concesso questa intervista. Leggendo la tua biografia è possibile entrare un po’ nel tuo mondo, fatto di colori, di ricerca filosofica e materica, uniti in una girandola di Vita vera, come un caleidoscopio che poi trasferisci nei tuoi libri. Ma è proprio così, o viceversa, tutto parte dalla scrittura?

Ciao Loredana, in primis ci tengo a dirti che sono onorata dall’attenzione e della sensibilità che mostri verso la mia professione di artista. Ho riflettuto molto su questo argomento, nel corso della mia vita privata e professionale. Sono giunta a concludere che la mia arte e la mia scrittura parlino degli stessi temi attraverso due linguaggi differenti. Ho sempre avuto un bisogno: esprimere il mio dissenso rispetto a realtà comunemente accettate, eppure fortemente ingiuste e lesive dei diritti di alcuni soggetti più deboli. Perciò ho cercato nell’arte un mezzo espressivo capace di darmi voce. Quello che mi sta particolarmente a cuore è focalizzare l’attenzione sulla necessità di far tramontare una concezione antropocentrica del mondo, e restituire la giusta importanza ai grandi violati della Storia, cioè la natura, l’altro “non umano” e il femminile, in ogni sua accezione. Questa idea la esprimo nelle mie tele, con la valorizzazione di temi che combinano il femminile col mondo naturale, e nelle mie opere letterarie, dove amo approfondire una visione del mondo che prescinda dall’impostazione fallocentrica, rimettendo al centro la voce narrante femminile.

2) La laurea in Filosofia e Marketing ti permette di accedere a diversi aspetti della mente umana, spesso in antitesi fra loro, non di rado in grande conflitto. Come ti è nata l’idea di studiare questi due mondi?

La mia prima laurea in marketing la scelsi per esigenze “lavorative”, come fanno molti ragazzi che mettono da parte le loro vere peculiarità per seguire la strada più opportuna, in base ai canoni di questo nostro vivere sociale. Proprio la conoscenza dei principi del marketing, grande Dio dei nostri tempi, mi ha posto dinnanzi al bisogno di tirarmi fuori dal teatro dell’assurdo in cui siamo calati, e scavare nell’anima e nella riflessione, alla ricerca di un modo di vivere più autentico, distante anni luce dalle logiche del pensiero individualista e consumistico, che commercializza tutto, anche i rapporti umani. Da lì, ho intrapreso un nuovo percorso di studi, questa volta ascoltando il mio daimon. La filosofia apre a una prospettiva di vita straordinaria, stravolgendo schemi preimpostati e facendo mutare radicalmente il nostro punto di vista.

3) Sembri una persona nata per unire ciò che tende a separarsi. Questo nelle tue molteplici attività artistiche, come nello stile di vita, dopo aver fondato nel 2015 il brand artistico-editoriale “Arte Libri Filosofia Itinerante”. Da dove nasce questo impulso?

Credo molto nel principio Eracliteo del Panta Rei. Tutto scorre inesorabilmente e noi scorriamo col tutto. Essere consapevoli di questa realtà ci dona la possibilità di considerare noi stessi e quel che ci circonda come un unicum, una catena inscindibile dove ogni anello è indispensabile e interrelato con gli altri. Ecco perché dovremmo sempre ragionare in un’ottica collaborativa, e non divisiva o competitiva. Ecco perché io tendo a creare unioni e non divisioni. La competizione, quel principio che ci hanno inculcato e che continuiamo a ripetere come un mantra alla nostra mente conscia e inconscia, è il vero elemento disgregante e tossico della nostra società e, purtroppo, anche della natura che condivide, incolpevole, il nostro tempo.

4) Un’artista di concetto ma anche manuale, come mostrano le tue brillanti creazioni quali borse, foulards, monili, dove si evidenzia la stessa attenta ricerca impiegata nel percorso letterario. Cosa significa per te usare le tue mani?

Le mani sono una parte sacra del nostro corpo. Tramite le mani abbiamo una possibilità che ad altri viventi non è concessa: creare, dar forma alle idee. Realizzare manufatti non è solo esprimere se stessi attraverso un oggetto, ma esprimere il significato profondo di un’epoca. Quando l’industria ha relegato ai margini della società i maestri artigiani, spesso reclutandoli nelle schiere di lavoratori pronti a diventare alienati, la nostra società ha perso un immenso valore. Questa la ragione per cui l’artigianato dovrebbe essere valorizzato e tutelato come patrimonio dell’umanità. Dovremmo tornare ad incantarci di fronte ad un bravo artigiano che intaglia il legno, così come da bambini ci incantavamo nel guardare le nonne che lavorano a maglia. Nell’artigianato c’è un mistero profondo, una magia che solo occhi attenti hanno il privilegio di cogliere. Grazie alla mia attività itinerante, ho avuto la fortuna di vedere dal vivo artigiane straordinarie, e di imparare da loro la passione per la manualità.

5) Dalla tua biografia esordisci come sceneggiatrice, a testimoniare una grande passione per il cinema. Posso chiederti quale parte di te è appagata da questo particolare linguaggio, e in che modo crei comunicazione attraverso la settima arte?

La settima arte è di certo la più completa, se la si vive nel ruolo di regista. Un regista deve avere competenza in termini di scrittura creativa, fotografia, musica, scenografia, perfino costumi e montaggio. Dunque i grandi regista sono, a mio parere, tra gli artisti più completi che il genere umano abbia prodotto. Tuttavia, le logiche commerciali del cinema, oggi, lo rendono spesso un sottoprodotto artistico, perdendo quel grande potenziale che avrebbe in termini di creatività, per lasciar spazio alle necessità della cassa. Questa la ragione per cui ho lasciato il mondo della sceneggiatura per dedicarmi all’arte indipendente: è l’unica a potermi garantire la libertà espressiva alla quale ho sempre anelato.

6) Nei tuoi libri offri consigli per superare gli “schemi depotenzianti”, “esprimendo la simbiosi Umanità-Natura come meta sociale”. Cosa puoi dirci in merito a quella che sembra una vera e propria missione?

Lo è. È la mia piccola illusione di poter dare un infinitesimale contributo al cambiamento della nostra società, verso un’idea più equa, solidale e, soprattutto, capace di mettere a frutto le potenzialità creative dei singoli. La nostra società, per come è costituita, tende perlopiù a schiacciare le menti creative, a favore di un asservimento a logiche predominanti e commerciali. La creatività fa paura, perché spesso è ciò che innesca le modifiche epocali. Sottomettere la creatività ci depotenzia e ci depriva dello strumento più forte che abbiamo nelle nostre mani.

7) Senza alcun dubbio sei di ispirazione per gli artisti, e aggiungerei in particolar modo per le donne, spesso intrappolate in esistenze senza creatività, in una spirale di ripetitività e stanchezza morale che trascina sempre più in basso. A parte la tua giovane età, che può essere un fattore relativo, qual è il segreto di tanta energia?

Ti ringrazio per queste parole di stima e per la giovane età 😉. Poter scrivere le proprie esperienze, anche dolorose, per far fiorire dalle ferite la speranza di una rinascita è ciò che mi dà la forza per continuare a combattere anche contro chi, spesso, ha cercato di tarparmi le ali… e tapparmi la bocca.

8) Come ti vedi da qui, diciamo, a dieci anni? Hai voglia di apprendere altro, o ti dedicherai a consolidare e approfondire il tuo già importante bagaglio?

Io sono per scelta itinerante, dunque sempre in viaggio, fisico e mentale. Fra dieci anni sarò da qualche parte, a esplorare qualcosa, fuori o dentro di me

9) Domanda di rito, ma mai scontata: scrivere è terapeutico?

Certo che sì, per sé e spesso anche per gli altri.

10) Hai conseguito la categoria di best seller con dieci libri, un traguardo notevole e direi meritato, dato il tuo instancabile impegno. Cosa consigli a chi vuole avere successo nell’oceano degli autori emergenti?

Impegnarsi con ogni cellula del proprio corpo per acquisire le competenze adeguate ad essere il più autonomi e indipendenti possibile.

11) Il tuo libro a cui sei più affezionata?

Direi “Quattro cani e un chihuahua” perché parla dei miei più grandi filosofi: i miei cani.

12) Il libro che ti ha più ispirato?

“La lettera sulla felicità” di Epicuro, “La brevità della vita” di Seneca.

13) Ci parli dei tuoi libri, indicando dove li possiamo trovare?

La mia è una narrativa filosofica umoristica, dunque parto da eventi più o meno romanzati, per trattare temi cari alla storia della filosofia, dalla ricerca della felicità al tema del tempo, l’amicizia, la ricerca del proprio Sé profondo. La chiave di lettura è quella dell’ironia, che costituisce una condicio sine qua non della mia vita.

Li trovate in vendita su Amazon, cliccando il mio nome nella barra di ricerca, sul mio sito www.carmentrigiante.com e nel mio atelier itinerante che quest’estate girerà le più belle piazze della Puglia e del Sud Italia.

14) In ultimo, domanda fantasy, per giocare un poco. Immagina che dalla tua mente nasca un personaggio, reale o immaginario, che commenti con una frase la nostra intervista. Cosa direbbe?

“Mi piacerebbe molto prendere nota di cosa avete sognato stanotte: trovo nelle vostre dichiarazioni elementi che si prestano a un approfondimento psicoanalitico” . S.Freud

Recapiti:

Www.carmentrigiante.com


https://www.amazon.it/s?i=stripbooks&rh=p_27%3ACarmen+Trigiante&ref=dp_byline_sr_book_1

Loredana Zino



Ciao ragazzi, oggi sono a segnalarvi il romanzo di Elisa Caccavale, "I FIGLI DEGLI ALTRI", edito da PAV Edizioni. Se andate al li...