martedì 5 luglio 2022

 INTERVISTA A MONICA PASERO A CURA DI LOREDANA ZINO


Monica Pasero è un’esploratrice della Scrittura a tutto tondo. Si occupa instancabilmente di narrativa per adulti, per ragazzi e bambini, poesia, editing, prefazioni; è blogger, collaboratrice di siti di scrittura, intervistatrice di artisti delle svariate discipline. Recensionista; strumento col quale “riporta alla luce la parte più emozionale della narrazione, analizzandone in primis il contenuto”. È intervenuta presso Istituti di scuola secondaria dove ha trasmesso al mondo adolescente l'importanza del sogno e della memoria storica. La parola chiave del suo vissuto intimo e confidenziale con il mondo della scrittura è ecletticità. Impreziosita dall'amore per la profondità, che acquisisce attraverso lo studio e la passione per il ventaglio delle formule creative, editoriali, e formative, che all'arte dello scrivere fanno riferimento. L'impegno ad acquisire capacità come grafica interna ed esterna, completa il ritratto fino a qui rintracciabile di questa artista cuneese, nata il 24 Febbraio 1973. Altrettanto considerevole il contributo di post quotidiani che la Pasero scrive sui social, vere gocce di fresca rugiada che dissetano l'umana sete di Speranza, Bellezza, e Fede. Grazie di avere accettato di essere intervistata, Monica. Vorrei chiederti di cominciare raccontando del tuo contributo nelle scuole e il legame che esiste, secondo la tua Visione, fra Sogno e Memoria storica. La mia esperienza nella scuola secondaria del mio paese, nasce grazie alla collaborazione con l’insegnante di Lettere: Bruna Demaria e altre sue colleghe che insieme ai loro alunni hanno realizzato dei pensieri sull’importanza della memoria storica. Queste riflessioni sono state pubblicate nel mio libro di narrativa per ragazzi “Messaggi dalla storia” che si ricollega a “Lungo viaggio verso il ritorno” entrambi i libri riportano episodi storici di grandi del passato. Troveremo Anna Frank nel suo nascondiglio, con i suoi sogni e le speranze; conosceremo la delusione di Martin Luther King, quando suo padre non poté entrare dalla porta principale ad acquistargli le sue tanto sognate scarpe, perché nero… Conosceremo Alfred Nobel e il suo grande rimorso, comprenderemo come nacque l’dea di indire “Il premio Nobel”, viaggeremo con Garibaldi durante la Spedizione dei mille, per poi finire a tentar di volare con Leonardo da Vinci con il suo primo prototipo di aliante, e poi insieme a Galileo a mirar il cielo e i suoi numerosi misteri; per poi ritrovarsi in un deserto insieme ad Antoine de Saint-Exupéry e il suo piccolo principe. Saranno tanti i personaggi che si alterneranno in queste due opere; ma tutti con un grande sogno nel cuore. Nei miei interventi ho cercato di motivare i ragazzi a credere fermamente nei propri sogni e a tenere sempre bene a mente il passato, imparare da esso, perché nessuno uomo, donna o bambino non abbia vissuto invano. Esempi di quanto il sogno possa cambiare la nostra vita ce ne sono tanti. Siamo qui, come direbbe Coelho, “Per realizzare la nostra Leggenda personale” e nessuno dovrebbe rinunciarvi per un sistema corrotto, una società sempre più superficiale. Le nuove generazioni devono mantenere vivo in loro il sogno! E la memoria storica è fondamentale per ricordare ai giovani che solo i grandi visionari e sognatori hanno scritto la Storia. Colpisce il numero delle tue pubblicazioni rispetto alla tua ancor giovane età. Vuoi raccontare ai lettori qual è il ritmo medio della tua scrittura quotidiana, e quand'è che decidi che un'opera è pronta? Sinceramente non programmo quasi nulla, le mie opere possono nascere a distanza di diversi anni, oppure di pochi mesi, vado di cuore e lascio che la penna (anzi meglio dire la tastiera del pc) scriva per me. Non pianifico mai nulla, in fondo come dice un vecchio detto: “L’uomo pianifica e Dio ride”. Lascio che sia la mia voglia di scrivere, di comunicare a decidere le tempistiche; quando leggo il finale so che la mia opera è completa, solo se mi ha provocato emozioni. Il mio metro di giudizio è l’emozione che mi dà. Seppur sia molto severa con me stessa, mai contenta, rileggo, rivedo i testi decine e decine di volte, sono sempre insicura, lo ammetto, ma alla fine: quello che davvero conta è quando un lettore mi scrive e mi dice: “sei riuscita a farmi piangere, a farmi emozionare, riflettere…” e questo vale di più della mia perenne insicurezza. Nella silloge poetica “Anime Erranti” scrivi a quattro mani con Franco Cavigliano. E nel libro “Ironicamente Noi Equilibri Instabili” collabori con Leonardo Carrozzo. Come nascono queste collaborazioni e quanto è impegnativo lavorare come co-autori? Io e Franco Cavigliano scrivevamo da anni sulla sua pagina “Anime Erranti” poi, per motivi ancor a noi ignoti, Facebook l’ha rimossa. Anime Erranti è la raccolta dei nostri versi comuni, alcune poesie scritte a due mani, altre singolarmente. Poesie particolari che hanno un comune intento: proclamar la bellezza dell’eterno, dell’amore e della spiritualità. Versi ispirati dalle grandi forze universali che ci governano. Per quanto riguarda la collaborazione con Leonardo Carrozzo, amico di vecchia data, viene citato nel libro come autore perché la narrazione nasce grazie ad una sua idea, la sua ironia, la sua verve mi hanno concesso di riprodurre le sue idee in parole. Il libro è stato scritto da me, con qualche sua appendice, ma senza le sue idee non sarebbe mai nato. Ad entrambi questi due autori, provenienti da mondi diametralmente opposti, devo molto! Franco mi ha permesso di scrivere di terre lontane site nell’ anima, aprirmi alla spiritualità, a versi complessi ma ispirati. Leonardo mi ha portato ironia, sorrisi e mi ha permesso di cimentarmi in un romanzo spassoso, ironico, e davvero piacevole da leggere. Hai lavorato con alcune Case editrici dove immagino ti sia formata come editor, e hai introdotto il Catalogo d’arte di Fabrizio Gavatorta, e recensito l'artista internazionale Ester Crocetta. Abbiamo menzionato la tua attività come grafica. Quale tipo di interesse, o fascino, esercita sulla tua Anima l'uso del colore? Ho fatto tanta gavetta! Sono entrata nel mondo editoriale profana di come funzionasse, di quali fossero i meccanismi interni, alcuni mi sono piaciuti altri per nulla, però volevo imparare e con una buona dose di testardaggine ho continuato. Mi piace imparare, mi piace mettermi in gioco e spingere oltre i miei limiti, e così ho fatto. Le mie esperienze mi hanno insegnato che tutto serve e che ogni persona che incontri è lì per insegnarti qualcosa. E io ringrazio chi mi ha dato fiducia, mi ha aiutata, e anche chi mi ha usata, ad ognuno di loro devo ciò che sono oggi. Per quanto riguarda l’introduzione al catalogo d’arte del Pittore delle Ombre, mi è stato proposto dall’artista stesso; medesimo discorso per l’artista Ester Crocetta; entrambi mi hanno dato fiducia e io li ringrazio. Per vari motivi sia lavorativi che personali, ho dovuto imparare a realizzare immagini; non sono una grafica professionista, ma grazie all’ esperienza in campo editoriale so realizzare illustrazioni e copertine. Mi piace dare un abito a un libro che non sia il classico visto e rivisto, la vita in fondo non in bianco e nero! Perché mai dovrebbe esserlo un romanzo o una raccolta poetica? Ci va personalità! Per questo immagini e colori spaziano nelle pagine delle mie creazioni e nei libri che ho curato per terzi. L’anima è a colori, e il colore mi rammenta spesso che la vita è un disegno… ma se è colorato, è più bello. Hai ottenuto una menzione d'onore col romanzo “Messaggi dalla Storia”. Un altro esempio di attenzione nei riguardi della Memoria storica? O altro? Una menzione tanto inaspettata quanto gradita, partecipando al “Premio internazionale Michelangelo città di Savarezza”. Le motivazioni per questo premio partono per l’intento di realizzare una narrazione adatta ai più giovani, ma nel contempo che possa lasciare messaggi storici che non siano solo date. Messaggi dalla Storia, infatti, racconta la storia ai ragazzi sotto un altro punto di vista. I personaggi visti non solo come eroi, inventori, esploratori, scienziati, artisti, scrittori, ma uomini con paure e tanti sogni. Restando in tema storico, sei giunta in finale con la poesia “Soldato” al concorso “Emozioni dal fronte”, ottenendo l'inserimento nell'Antologia omonima legata al concorso. Ti sei ispirata ad un fatto reale o si tratta di un'opera di Fantasia? Grazie agli amici di Tea Poetry, e cito volentieri il poeta Guido Giannini con cui ho collaborato alla realizzazione delle sue raccolte poetiche, ho partecipato a questo concorso: “Emozioni dal Fronte”. La mia poesia, “Il soldato”, racconta la disperazione di un uomo, un soldato, con un fucile tra le braccia, e non il suo amato bambino, che comprende che per proteggere suo figlio sta uccidendo altri figli, altri padri e madri. La follia della guerra che ci vede uno contro l’altro a scontrarci per un’assurda sete di potere, decisa da chi la guerra non la fa! Ma l’assiste su una comoda poltrona. Nel tuo blog “Oltre scrittura liberi pensatori crescono”, ti sbizzarrisci ad intervistare Maestri di Classica, Tenori, Pianisti, Poeti, Scrittori, Filosofi, Editori, Attori teatrali e Musicisti. Cantava Tosca nell'opera omonima “L'arte, nel suo mistero, le diverse bellezze insieme confonde”. Hai trovato un terreno comune, una similitudine, fra tutte queste categorie di artisti, o fra alcune di esse? Tutti gli artisti che dal luglio 2014 a oggi che sono stati ospiti sul mio blog, arrivavano da mondi artistici diversi, ho ospitato diversi nomi internazionali della Classica, ma anche scrittori, poeti, editori, musicisti, cantanti, attori teatrali, giornalisti, pittori, scultori e anche gente tra virgolette comune, artigiani. Ciò che accomuna i miei ospiti è il sogno, la passione per la propria arte che ha reso la loro vita straordinaria. “La Poesia è l’espressione, attraverso il linguaggio umano ricondotto al suo ritmo essenziale, del senso misterioso degli aspetti dell’esistenza: ella conferisce così autenticità al nostro soggiorno ed è il solo compito spirituale”. Stéphane Mallarmé. Mi permetto di citare il Poeta di cui discorrevamo assieme, per chiederti se concordi col suo pensiero nei riguardi della Poesia, e come vivi tu il passaggio da Monica Poeta a Monica Narratrice, e viceversa. Mallarmé aveva compreso che ci sono messaggi silenti, che solo la passione e l’amore possono fare emergere. La poesia è un’espressione del nostro stato, quello spesso più vero, recluso al mondo, e solo trasformato in versi può urlare la sua veridicità, ma pochi riescono a tradurre ciò che un’anima poetica concede di sé. Non mi sono mai sentita né poetessa né narratrice, perché rimango me stessa sempre. Forse direi “Monica libera” quando scrivo, mi sento libera. Nei tuoi numerosi romanzi, quali generi hai esplorato e a quale ti senti più affine? Forse il legame tra anime gemelle è il tema a me più caro, che ricorre in diversi miei romanzi come “La mia Venezia”, “Leggenda di un amore eterno”, “Il Varco fra i due mondi” e di ultima uscita “La Smentita”. Credo nella reincarnazione e alle anime gemelle, siamo la parte mancante di qualcuno, in attesa di ritrovarci. Non tutti si ritrovano, forse per questo molti di noi passano l’esistenza con quel senso di vuoto, di incompletezza che non si placa mai. Il libro a me più caro è “La mia Venezia”, forse perché Venezia mi è molto cara da diversi secoli… e perché all’ amore eterno… io ancor ci credo. Alcuni romanzi li hai scritti su commissione, è un lavoro che offri fra le tue varie competenze che sono riportate sul tuo sito “Passione Lavoro”. Come riesci a calarti nei panni della persona che ti affida la sua storia da raccontare? Credo che sia un dono, un’empatia che si avverte tra chi racconta e chi scrive. E soprattutto occorre tanta professionalità e cura dei dettagli, perché entrar nel cuore di una storia non tua, non è una passeggiata. Osservando la tua grande passione, professionalità e dedizione mi viene spontaneo domandarti di spiegare in che modo vedi lo strumento della scrittura come un mezzo per “aprire i cuori e anime ancora dormienti”. La scrittura scava nel profondo, le parole sono armi che spesso feriscono e vengono usate con superficialità; sottovalutiamo la potenza del messaggio, per questo invito sempre gli scrittori scrivere di speranza, d’amore di rinascita di vita! Odio, morte, cattiveria, catastrofi, tragedie, timore alimentano già le menti umane, si diffonde sempre più questo comune pensiero fatto di disfatta, distruzione, paura, fine! I pensieri possono molto! Uniti diventano fonte di energia rigeneratrice; per questo nel mio piccolo diffondo parole di speranza, di rinascita, di amore e fede, cerco di trasmettere il messaggio che solo il pensiero positivo può cambiare le carte in tavola. L’Universo è uno specchio e di rimando ci dà ciò che pensiamo e mostriamo. Quali sono i tuoi progetti futuri? Sto realizzando una Collana di favole per bambini, di cui sto curando il testo, le illustrazioni, la grafica, insomma come sempre faccio tutto da sola. La Collana sarà composta da 12 libretti, un progetto ambizioso che spero porti gioia ai miei piccoli lettori e non. Per visitare il blog potete cliccare su questo Link
https://oltrescrittura.blogspot.com/ Per visitare la sua pagina “Passione e Lavoro” potete cliccare su questo Link https://www.facebook.com/passionelavoroservizieditoriali Molti dei suoi libri sono acquistabili a questo link https://www.amazon.it/s?k=Monica+Pasero&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=1IIRJFT39EPW2&sprefix=monica+pasero%2Caps%2C812&ref=nb_sb_noss_1

venerdì 24 giugno 2022


 Esiste nel linguaggio cinematografico una tecnica, detta “soggettiva” in cui la telecamera sostituisce appunto il soggetto, avanzando nello spazio della location come fosse questi a muoversi; ciò che la telecamera narra è la visione o meglio, il “punto di vista” della persona o della cosa che osserva luoghi, persone e situazioni via via svolgersi sotto i suoi occhi.

Avrete fatto caso alla ripresa di una facciona che appare sollevando il coperchio di un vasetto di yogurt, nelle pubblicità, come se ci fosse una telecamerina sul fondo del vasetto, puntata verso l'alto! Quella è la soggettiva del vasetto di yogurt, ed è la tecnica usata da Bianca Fasano nel suo racconto, “Lo Specchio”.
Il libro di cui fa parte “Lo Specchio” è una raccolta omonima di sei racconti, scritti adoperando diversi punti di vista.
La Fasano narra ora in prima persona, ora in terza, mentre nel racconto scelto come apertura adopera il punto di vista di uno specchio, oggetto di famiglia, spiato da un osservatore esterno che ne descrive le generazioni a cui è appartenuto, i diversi arredamenti che si succedono nel tempo, le facce che vi si riflettono in un lungo e rotondo peregrinare, di casa in casa, fino alla chiusura del cerchio.
Un elemento importante nello stile di Bianca Fasano è la napoletanità. Lungi dalla facile scelta di intercalari o di espressioni popolari, la napoletanità è avvertita nella parlata essenziale e asciutta, franca e onesta, senza giri di parole, dalla terminologia tanto semplice quanto potente, nella forza evocativa di stati d'animo e descrizioni varie in cui l'autrice non si attarda e di cui non si sente la mancanza.
Pure, avrebbe potuto esibirsi in una dettagliata spiegazione di tutta la letteratura esistente sulla simbologia dello specchio; non lo ha fatto, ha preferito affidare alla sola forza di quelle due parole “lo specchio” la marea di interpretazioni libere dei lettori, e questa è la forza di uno scrittore: evocare, non spiegare.
Umanità, sobria accettazione del destino ma anche forza d'animo e spiccata intelligenza, senso pratico e altruismo sono i valori che emergono dalle storie, alcune dal sapore autobiografico come “Il Mal di Denti” dove paragona, e idealmente accompagna, una tribolazione fisica alla tribolazione emotiva per un fatto di cronaca realmente accaduto, il caso di Alfredino Rampi.
O ne “Il Padre” in cui la protagonista trova la forza di volgere al bene un male, quasi in un implicito accordo con leggi destiniche dove si trova suo malgrado a nuotare, ma anziché resistere asseconda il fluire degli eventi, e la vita, alla fine, le riserverà ancora belle sorprese.
Chiude la raccolta la poesia “Goditi il tuo fuoco”, trascritta a mano sopra l'autoritratto dell'autrice che, ricordiamo, è anche pittrice, e giornalista impegnata in problematiche sociali. Personalmente la conobbi nel 1996 come fondatrice dell'Accademia dei Parmenidei di Salerno e di un prestigioso Premio Letterario per il quale si spendeva con grande devozione e indefesso lavoro.
Mi colpirono il suo contagioso entusiasmo e la sua luce, dapprima al telefono e poi di persona, quando la incontrai a Salerno.
“Nella sua lettura gratuita”, scrive la Fasano “(Lo Specchio) ha avuto, in pochi mesi, oltre 250 letture”, e prosegue “Non tutti gli scrittori sono aiutati da campagne pubblicitarie e molti, come me, sono 'figli di un dio minore', per cui l'unico autentico sostegno ci viene da chi ci legge”.
Il libro, edito da Accademia dei Parmenidei, è in vendita su molte piattaforme del web.
La copertina è un dipinto di Bianca Fasano.
Loredana Zino 24 Giugno 2022

sabato 18 giugno 2022


 

Ammetto che sono un profano di musica rock. Ergo: non ci capisco molto! I miei figli dicono che sono “vintage” un po' su tutto. Anche sulla musica.
Sì, sì, ascolto anche io qualcosa di quel genere, però non conosco a fondo la storia dei gruppi, la nazionalità di chi ne fa parte e la loro parte più personale. Sono colpevole anche di non saper distinguere molto della loro musica.
So solo però che ho letto questo bellissimo libro “La marcia della regina nera” (Kaos-Gammalibri editore 1991) dell'amica Loredana Zino e mi ha illuminato su questo personaggio. Sapevo che c'era stato un film su di lui perchè me lo hanno detto i miei figli adolescenti che l'hanno visto al cinema. Quella volta, al rientro a casa, me ne hanno parlato entusiasti per una settimana intera.
Avevo ascoltato, e tutt'ora ascolto, qualche pezzo dei Queen fondati appunto da Mercury, e debbo dire che mi piacciono molto. Non sapevo, ad esempio, che fossero inglesi, me li facevo americani.... chissà perchè!!
Curioso però come ho scoperto questa biografia. Conobbi Loredana qualche tempo fa per un suo scritto, diario/memoria di una vita passata a teatro come regista e sceneggiatrice. Lo lessi nel gruppo comune di scrittori di cui facciamo parte. Le scrissi che il suo testo meritava davvero di essere pubblicato. Così diventammo amici di facebook; subito dopo, mi scrisse che era autrice di questo altro libro su Freddie Mercury, con due ristampe, ma che non si trovava più in commercio. Lei stessa me ne segnalò solo un paio di copie su Ebay. Una di queste l'ho presa al volo, mi é arrivata, l'ho letta in dieci giorni.... e ne sono rimasto si può dire “folgorato”!
Soprattutto l'ultimo capitolo riguardante la morte per aids nel letto/sudario di Mercury. Una descrizione da far accapponare la pelle: lui rannicchiato in posizione fetale, sudato, che respirava a fatica per via della devastante polmonite (causata dall'aids) e gli ultimi rantoli che preludevano la sua morte. Una scena davvero intensa, come se Loredana fosse presente anch'ella al capezzale di questo mito del rock, assieme alla compagna/amica di Mercury. E poi anche l'inizio del libro, una sorta di diario romanzato dove si segue tutto ciò che é stato ed ha fatto Mercury. Come se Loredana fosse sempre presente come testimone: una sorta di drone nascosto. Un'efficacia letteraria scelta dall'autrice che tiene vivo e sveglio il lettore. Un libro che merita davvero tanto. Da gustarsi pagina dopo pagina. Emozione dopo emozione che trasudano dalle righe di quelle pagine.
Una storia che non conoscevo. Un mito del rock molto umano e carnale, con una vita a dir poco “sballata”? Ai posteri l'ardua sentenza!!

mercoledì 25 maggio 2022


 

Orari da rispettare, bandiere da rispettare, programmi da rispettare, questa la vita degli insegnanti ma suscitare lo stesso rispetto dovuto alla loro difficile professione non è affidato ai requisiti del buon insegnante, ma solo alla fortuna di capitare con scolaresche non ancora completamente rovinate dai genitori! Nel suo libro di racconti, “Storie di Ordinaria Vita Scolastica”, Pathos Edizioni, il professore Davide Pelanda passa in rassegna, per così dire, più o meno l'intero ventaglio di tipologia di docente, e di studente. Non si fa mancare nemmeno uno sguardo divertito ad una certa caricatura di Dirigente Scolastico, unico racconto condito da una buona dose di surrealismo, fra le altre brevi storie, realmente accadute.

La scuola dei bei tempi andati, quella col “registro di carta”, “i banchi doppi”, e la scuola ai tempi del Covid, con l'alienante didattica a distanza, le valutazioni tecnologiche ed i banchi solitari.

Di quando in quando, un omicidio. Insoluto. Insoluto come il ruolo del professore di ieri e di oggi, cui vengono richieste sempre più doti di pedagogista ed anche di performante negoziatore, per evitare di essere travolto da eserciti di genitori incazzati e poco collaborativi.

Uno sguardo trentennale ed attento su questo spaccato di società, il sistema dell'istruzione e dell'educazione, che sente il peso della polvere e non trova il modo nè il sostegno per rinnovarsi.

In mezzo a tutto ciò, brilla come un diamante pazzo (per parafrasare i Pink Floyd), l'umanità sensibile e senza tempo di un docente, profondamente innamorato del proprio lavoro.


Loredana Zino

 

19 Maggio 2022


“Emilio, fiore congelato”.



Ieri sera alla tivù, in occasione del quarantesimo anniversario del Maurizio Costanzo Show, uno degli ospiti intervenuti in platea ha presentato il suo libro scritto durante la forzata inattività dello scorso lockdown. Un doloroso periodo che tutti i lavoratori, artisti e non, hanno sofferto sulla propria pelle. Viene spontaneo, quasi doveroso, tracciare un parallelo fra le storie di tanti altri, conosciuti e sconosciuti, delle loro creazioni, vicine a me o riportate, opere di creatività sbocciata durante un momento congelato per l'umanità, che ad oggi chiedono solo di offrirsi al sole della rinascita culturale. Una di queste è la storia di Emilio Doria. Emilio è un giovane scrittore, 34enne di Chioggia, che durante la reclusione dovuta all'emergenza sanitaria tracciava con i piccoli segni dei suoi posts su Facebook, malinconie profondissime e poetiche; le linee del proprio malessere individuale che si specchiava, caso o non caso, nel disagio di una collettività intera. A molti è andata così; la vita personale si è frantumata e confusa con l'esistenza del pianeta quasi in una simbiosi che ci vede ancora una volta in qualche modo collegati, tutti appartenenti ad un'unica razza, quella umana. I vibranti e delicati posts di Emilio sono stati notati e da lì il passaggio alla casa editrice Pragmata che lo ha voluto con sè, è stato breve. Nel 2021 esce il primo libro , “Le Pagine della nostra vita”, e di seguito “Quello che non sai, il cervello l'ha già deciso”. Presto si è meritato la menzione d'onore per la poesia “Malinconia”, partecipante al concorso “Alda Merini”.

E' presente al Salone di Torino 2022 con Historica Edizioni che propone l'antologia “Racconti della Natura 2022”, cui ha partecipato con la prosa poetica “Il cielo della mente, nel colore degli occhi”. Ad Emilio non manca nulla, per essere annoverato di diritto fra le giovani promesse letterarie. Ciò che nel suo cuore ha cercato di sussurrare, in un mondo dove quasi tutti strepitano, gli è sufficiente per connettersi con la parte di sé più saggia e matura, quella della sua coscienza cosmica, e di farne dono. L'esperienza, quella arriverà con il tempo, ma l'esperienza sta al talento come il manovale sta al buon muratore.

Loredana Zino

sabato 23 aprile 2022

 

Intervista allo scrittore e poeta Emilio Doria.

A cura di Loredana Zino.


Se dovessi descriverti umanamente ed artisticamente, cosa diresti?

A livello personale mi ritengo una persona caratterialmente abbastanza particolare con una sensibilità molto elevata mescolata ad una buona intelligenza ed educazione che talvolta questo mix mi rema contro nella vita facendomi chiudere un po in me stesso, anche se molto meno rispetto una volta, giorno per giorno sto facendo un buon lavoro per migliorare la mia qualità di vita personale. Mentre che a livello artistico svelo scrivendo tutta quella parte di me che purtroppo nascondo alla vita reale di tutti i giorni, avendo sofferto di depressione nei miei libri racconto in metafore tutta la mia sofferenza provata e la via di guarigione, fino ai giorni odierni che sono liberi da qualsiasi oppressione.

C'è un poeta od una poetessa a cui ti ispiri? O uno/una scrittore/scrittrice?

No non mi ispiro ad alcuno, mi ispiro solo ed unicamente a me stesso e alla mia personalità, al massimo ci può essere qualche personaggio esterno che ammiro a livello televisivo ma ben lontano da essere fonte di ispirazione per le mie scritture. Ad esempio, i giornalisti Carlo Lucarelli e Gian Luigi Nuzzi.

Ti va di esprimere che cosa ti colpisce in questi giornalisti?

Questi due, in questo caso conduttori, mi colpiscono nel loro carisma, serietà, profondità, sensibilità, espressione, sono inoltre molto ammirato dalla loro intelligenza che fra l'altro fanno trasparire in ogni loro singola parola o gesto. Per quanto riguarda altri artisti tipo grandi maestri di arti marziali, sono colpito dalla loro grande capacità di trasformare qualsiasi situazione critica a loro vantaggio, mettendo davanti alla forza fisica quella mentale, in un mix di armonia, potenza e precisione.

Qual è stato il momento in cui hai saputo di essere uno scrittore?

All'incirca tre anni fa, quando scrivevo dei semplici post su Facebook, la direttrice di una casa editrice mi fece notare la bellezza di questi, proponendomi di scrivere un libro, appresi il consiglio e così feci, da allora da detta di terzi, cominciai a nutrire l'idea di essere in gamba nella scrittura, sempre tenendo la modestia che mi contraddistingue.

C'è un libro che per te ha segnato una svolta?

Una volta lessi un libro, che parla della storia dell' aikido, mi colpì molto per la sua morbidezza intellettuale e filosofica, cambiò anche se in piccola parte del mio modo ad approcciarmi alla vita.

Quando scrivi ti ispiri a fatti e personaggi reali, o preferisci inventare?

No non mi ispiro ad alcuno, le mie scritture sono puro frutto della mia fantasia, con al massimo qualche cenno all'Altissimo essendo profondamente credente.

Quali sono le difficoltà incontrate nel tratteggiare i personaggi dei tuoi libri?

Nessuna difficoltà.

Che genere prediligi, sia come scrittore che come lettore?

Come lettore sono molto attratto dai racconti della vita dei personaggi storici, quasi tutti, come scrittore invece dalle autobiografie quali ho scritto fino ad ora.

Quali sono le difficoltà incontrate nella pubblicazione, e nel mondo editoriale?

Nessuna difficoltà, avendo trovato una casa editrice che lavora molto bene.

Quali sono le motivazioni interiori profonde e quelle più esteriori e sociali, per cui scrivi?

Scrivo, per esternare quella parte di me che resta nascosta agli occhi altrui, essendo per me una valvola di sfogo, inoltre spero di essere un bel messaggio per eventuali lettori.

Ritieni di vivere nell'epoca giusta o sei maggiormente proiettato in altre epoche, passate o future?

Ritengo di vivere nell'epoca giusta, anche se non mi rispecchio in alcuni aspetti della società.

Come vedi te stesso artista fra dieci anni?

Tale e quale ad adesso, solo con qualche opera scritta in più.

C'è un'opera che sogni di scrivere, un giorno?

Il mio desiderio sarebbe quello di riuscire a scrivere un maxi libro che racconti l'intera storia d'Italia o d'Europa.

Se vuoi spendi qualche parola per presentare le tue opere, aggiungendo il link d'acquisto.

Il link per l'acquisto è

www.edizionipragmata.it
Possono acquistarlo direttamente in ebook sulle maggiori piattaforme online, inoltre ordinabile il libro cartaceo su tutte le librerie o da me in persona.
I titoli delle 2 opere sono
"Le pagine della nostra vita "
"Quello che non sai il cervello l'ha già deciso"
Di Emilio Doria

Primo libro: https://www.edizionipragmata.it/Pagine%20vita.htm

Secondo libro: https://www.edizionipragmata.it/Cervello%20deciso_carta.htm

Dove possiamo trovarti?

Questo è il link della pagina Autore Emilio Doria

https://www.edizionipragmata.it/Bio_Doria.htm

Progetti futuri in cui potremo seguirti?

Sto già lavorando per il terzo libro che sarà disponibile a natale del 2022, che racconterà la fase aggiornata del mio percorso

Infine, una domanda – esperimento, o domanda – gioco, se ti va: cosa faresti se avessi un anno sabbatico a disposizione, da trascorrere da solo in un luogo lontano? Dove ti trasferiresti? E cosa porteresti con te? Scrivi una lettera ai tuoi cari spiegando i motivi per cui ti allontani. Descrivi una tua giornata tipo in questa tua nuova sistemazione.

Se avessi un anno sabbatico, andrei a New York, non mi porterei nient'altro che la mia esperienza di vita fino ad ora, qualche soldo per cominciare una nuova routine la e mi immergerei nella nuova vita, assaporando al massimo quello che di più bello la città sa offrire, ai miei cari spiegherei questo allontanamento come una ricerca della mia vera essenza, la mia giornata tipo sarebbe studio e lavoro su un settore che mi interessa, con tutti gli hobby che ho ora.







Ciao ragazzi, oggi sono a segnalarvi il romanzo di Elisa Caccavale, "I FIGLI DEGLI ALTRI", edito da PAV Edizioni. Se andate al li...